Estorsioni ai Gallelli di Badolato: 4 condanne ridotte in Appello (I NOMI)

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La Corte d' Appello di Catanzaro
  03 marzo 2022 17:10

di EDOARDO CORASANITI

Le condanne restano, ma ridotte. E' questo il risultato del processo in Appello richiesta del sostituto procuratore della Corte di appello di Catanzaro per i quattro imputati coinvolti nell’inchiesta della Dda di Catanzaro “Pietranera” e che il 7 dicembre 2017 ha portato la Polizia ad eseguire 7 misure cautelari nei confronti di capi e gregari della cosca Gallelli di Badolato, ritenuti responsabili di numerosi episodi estorsivi, aggravati dalle modalità mafiose, a carico di un’impresa agricola appartenente ad una nota famiglia di latifondisti, i baroni Gallelli di Badolato.

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La Procura generale (procuratore Marisa Manzina) ha chiesto la conferma della sentenza del 22 ottobre 2020, ma i giudici di secondo grado hanno ridetreminato la pena a Vincenzo Gallelli, alias Cenzo Macineju, 6 anni (11 anni di reclusione in primo grado), per Antonio Gallelli, 6 anni di reclusione (9 anni in primo grado); Francesco Larocca, 4 anni ( in primo grado 7 anni) e per Giuseppe Caporale, 6 anni (8 anni di reclusione in primo grado). Altri 4 sono stati assolti in primo grado. Le riduzioni delle condanne sono dovute a molti capi di imputazione per cui i giudici hanno ritenuto non sufficiente l'impianto probatorio. Le motivazioni saranno depositate fra 90 giorni dai magistrati Antonio Giglio (presidente), Maria Rosario Di Girolamo e Pietro Scuteri.

Compongono il collegio difensivo gli avvocati Salvatore Staiano, Vincenzo Cicino, Domenico Pietragalla e Vincenzo Maiolo Staiano.  

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Secondo l’accusa il gruppo avrebbe inoltre costretto, di anno in anno, gli imprenditori a concedere a propri familiari, nipoti e pronipoti i terreni per il pascolo e l’erbaggio.

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Gli inquirenti sostengono che Vincenzo Gallelli, fino al mese di luglio del 2007, avrebbe fatto parte della cosca di ‘ndrangheta riconducibile a Vincenzo Gallace e a Carmelo Novella e che negli anni successivi si sarebbe poi legato al gruppo criminale capeggiato da Vincenzo Gallace. 

Tutto fotografato e immortalato nella conferenza stampa del 7 dicembre 2017, quando la Dda guidata da Nicola Gratteri presenta i dettagli dell'operazione con la quale si tentava di ricostruire "il quadro criminale del basso Jonio catanzarese sotto l’influenza della cosca di Guardavalle e quindi Badolato e si è cercato di delineare le figure centrali con vicende che negli anni sfumavano, ma che messe insieme hanno consentito di fare quadrato sulla forza di intimidazione che queste persone hanno esercitato nel territorio”. 

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