Ex Convento della Maddalena e chiesa di San Biagio, Italia Nostra: "No demolizioni"

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Elena Bova, presidente Italia Nostra Catanzaro
  24 gennaio 2022 15:11

 
"Italia Nostra sezione di Catanzaro, attraverso il suo legale di fiducia,  avvocato Roberto Colica, ha notificato alla Soprintendenza Archeologia,  Belle Arti e Paesaggio per le Province di Catanzaro e Crotone oltre al Ministero della Cultura, la richiesta di verifica dell’interesse culturale (vincolo) per il Complesso Monastico della Maddalena e ha diffidato il Sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, ad intraprendere interventi di demolizione dell’edificio dell’ex scuola Maddalena, facente parte di quanto resta del cinquecentesco Convento delle Convertite con relativa annessa chiesa di San Biagio". Così in una nota di Elena Bova Presidente, Italia Nostra sezione di Catanzaro.
 
"Il Comune di Catanzaro nel 2018 - prosegue - sottoscriveva una convenzione con il Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici della Regione Calabria per l’utilizzo di un finanziamento di 1.900.000 euro da usare per la costruzione di alloggi delle forze armate e delle forze dell’ordine. Non sappiamo come, né perché e con quali valutazioni urbanistiche e/o culturali, la scelta del Comune circa il luogo ricada sulla scuola della Maddalena, un edificio in un tutt’uno prospettico con la chiesa, parte integrante dell’ex convento delle Convertite. La piazza della Maddalena a Catanzaro, con i suoi edifici religiosi e civili di pregio, è uno dei quartieri di matrice bizantina tra i più antichi della nostra storia, e dove insistevano le antiche filande della seta fondamentale patrimonio storico della città".
 
"Italia Nostra già nel 2018 raccolse più di 1000 firme di cittadini e di autorevoli esponenti della cultura italiana e calabrese - evidenzia -acontrari alla demolizione della scuola avanzando richieste di incontro con il Sindaco e gli Assessori preposti anche a nome della gran parte delle associazioni a tutela del centro storico di Catanzaro organizzate in un comitato. In questi tre anni trascorsi inutilmente il Comune tuttavia non ha espresso alcuna volontà di coinvolgere la cittadinanza in decisioni che non possono essere solo appannaggio di un Sindaco o di una giunta, incidendo così profondamente sulla cultura e l’identità dei luoghi. Nessuna voce in Consiglio Comunale si è sentita per impedire l’ennesima demolizione di edifici storici e la costruzione di un nuovo manufatto cui è contraria da tempo la cultura urbanistica italiana ed internazionale. Non c’erano altri edifici in città da destinare ad alloggi per le forze dell’ordine le cui caserme tra l’altro si sono svuotate e nel frattempo spostate in periferia?"

"Ricorrere alle vie legali è stata l’unica soluzione che abbiamo individuato nell’afonia della città. Riteniamo profondamente antidemocratico e culturalmente sbagliato procedere ad interventi distruttivi sul patrimonio storico e culturale di Catanzaro tra l’altro nell’imminenza del rinnovo dell’amministrazione comunale che avverrà nella prossima primavera. Tutte le città sono “opere d’arte in sé, - conclude - l’esito di un processo di accumulazione di capitale culturale attraverso l’attività di conservazione di edifici ed opere” che nessuno è autorizzato a cancellare. (cit. La città contemporanea, Serena Vicari Haddock)".


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