
La CISL Scuola Calabria torna a denunciare con forza la grave disparità di trattamento che sta penalizzando gli ex tirocinanti ministeriali impiegati presso le sedi calabresi del Ministero dell'Istruzione e del Merito, unici, tra i lavoratori del cosiddetto “storico bacino” dei tirocinanti ministeriali, a non aver ancora ottenuto alcuna misura di proroga contrattuale o di stabilizzazione.
Si tratta di circa 300 lavoratrici e lavoratori calabresi, assunti a tempo determinato che da anni garantiscono con professionalità e dedizione il funzionamento delle istituzioni scolastiche della regione, spesso in condizioni di grave carenza di organico (operano in aggiunta rispetto a quello comunicato dallo stesso Ministero).
«Non possiamo più accettare in silenzio quella che, a tutti gli effetti, è una disparità di trattamento tra lavoratori che appartengono allo stesso bacino storico e che condividono lo stesso percorso professionale – dichiara Raffaele Vitale, Segretario Generale della CISL Scuola Calabria –. Per il personale in servizio presso il Ministero della Giustizia è stata prevista, nell'ambito del decreto PNRR, la possibilità di procedere alla stabilizzazione a tempo indeterminato nel corso del 2026. Per il personale del Ministero dei Beni Culturali è stata approvata la proroga dei contratti fino al 31 dicembre 2026, quale passaggio propedeutico a un percorso di stabilizzazione definitiva. Per i lavoratori del Ministero dell'Istruzione, invece, ad oggi, non risulta alcuna analoga misura strutturale: né la proroga certa dei contratti, né tantomeno un percorso di stabilizzazione».
«Eppure – prosegue Vitale – parliamo di lavoratori che svolgono le medesime funzioni e vantano la stessa anzianità di servizio dei colleghi impiegati negli altri due dicasteri. Non comprendiamo per quale ragione, a fronte di impegni analoghi assunti dalla politica regionale e nazionale nei confronti di tutto il bacino degli ex tirocinanti, il comparto Istruzione debba essere l'unico lasciato indietro. Si tratta di una scelta che rischia di produrre un danno grave e immediato a decine di famiglie calabresi e, al contempo, di privare le scuole della Calabria di personale ormai formato ed essenziale al funzionamento delle scuole calabresi».
«Chiediamo con forza e senza ulteriori indugi – conclude il Segretario Generale della CISL Scuola Calabria –che tutte le forze politiche si attivino immediatamente per garantire anche a questi lavoratori le stesse tutele già riconosciute ai colleghi. Chiediamo un intervento normativo urgente,coerente con quanto già fatto per gli altri due comparti, che assicuri quantomeno la proroga certa dei contratti in scadenza (31 luglio 2026). Su questo tema la CISL Scuola Calabria continuerà a mobilitarsi, a ogni livello istituzionale, fino a quando non sarà garantita piena parità di trattamento a tutti i lavoratori del bacino degli ex tirocinanti ministeriali calabresi».
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