
«La valutazione degli ultimi dati diffusi da ISMEA sulle esportazioni del settore agroalimentare, che per la Calabria – come annunciato dall’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo – registrano addirittura un raddoppio, non possono che essere accolti positivamente». Lo afferma, in una nota stampa, il Segretario Generale della FAI CISL Calabria, Francesco Fortunato.
«Si tratta di numeri che confermano la vitalità di un comparto strategico per la nostra regione – prosegue Fortunato – e che testimoniano come l’agroalimentare rappresenti uno dei principali motori di sviluppo economico e sociale della Calabria. Un settore che, se adeguatamente messo a sistema e sostenuto da politiche coerenti, può generare valore aggiunto, occupazione stabile e nuove opportunità per le comunità locali, in particolare per i giovani».
«Gli ultimi anni – continua il Segretario Generale della FAI CISL Calabria – certificano un trend di crescita incoraggiante, che deve però essere consolidato e accompagnato attraverso una governance partecipata, capace di coinvolgere istituzioni, parti datoriali e parti sociali. Solo attraverso il confronto e la concertazione sarà possibile affrontare le sfide che attendono il comparto, a partire dall’innovazione tecnologica e dall’introduzione sempre più incisiva dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi e decisionali, senza che ciò avvenga a discapito del lavoro e del capitale umano».
«Diventa quindi strategico – sottolinea Fortunato – fare rete e coltivare sinergie tra tutti i protagonisti del sistema agroalimentare calabrese, con l’obiettivo di valorizzare pienamente il patrimonio dei prodotti Made in Calabria e rafforzarne la competitività sui mercati nazionali e internazionali. Ma questa crescita deve poggiare su basi solide, a partire dalla centralità delle lavoratrici e dei lavoratori, delle loro competenze, della loro professionalità, che deve essere alimentata anche attraverso la contrattazione regionale e aziendale, con percorsi di formazione continua e processi che valorizzino la partecipazione».
«Come FAI CISL Calabria ribadiamo, infatti, che lo sviluppo del settore non può prescindere da lavoro contrattualizzato, ben formato, sicuro e giustamente retribuito. Riteniamo peraltro fondamentale la necessità di una reale integrazione dei lavoratori stranieri e extracomunitari nel settore agricolo e agroalimentare, per cui sarà importante superare tutte quelle situazioni di marginalità presenti nel territorio regionale. Serve restituire vitalità e protagonismo al Tavolo regionale anticaporalato, usufruire al meglio degli strumenti della bilateralità per favorire l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro all’interno di circuiti legali di reperimento della manodopera, garantire servizi di trasporto e alloggio recuperando le risorse del Pnrr non utilizzate per lo sviluppo della logistica agroalimentare.
Difatti, dietro a dati che raccontano di crescita e di futuro – avverte Fortunato – possono purtroppo annidarsi fenomeni come sfruttamento, caporalato, salari inadeguati e condizioni di lavoro non sempre sicure. Lungo la filiera produttiva, troppo spesso, i lavoratori rischiano di diventare l’anello debole, quando invece dovrebbero esserne i veri protagonisti».
In Calabria esistono molte aziende agricole e agroalimentari virtuose, che rispettano i contratti, investono nella formazione, puntano sull’innovazione e sulla qualità del lavoro. Tuttavia, permangono ancora troppe aree grigie sulle quali occorre intervenire con maggiore determinazione, rafforzando i controlli, la legalità e la trasparenza lungo tutta la filiera».
«Accogliamo inoltre con favore il risultato raggiunto dalla Regione Calabria sul fronte della spesa dei fondi europei destinati al comparto agricolo, con il pieno utilizzo delle risorse del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2022, che ha consentito di evitare la restituzione automatica dei fondi all’Unione Europea. Un risultato importante, che ora deve tradursi in interventi strutturali e duraturi».
«Come Federazione sindacale regionale – conclude – continuiamo a sostenere l’importanza di un marchio regionale di qualità “Made in Calabria” per le nostre produzioni agroalimentari di eccellenza, a partire dalle produzioni più significative come quelle olivicola, vitivinicola e agrumicola, in modo da facilitare le aziende nel posizionamento nei mercati nazionali ed esteri, evitando rischi, come avvenuto, di caduta dei prezzi e permettendo anche un più semplice accesso al credito, che attualmente sta bloccando tante realtà agricole del nostro territorio regionale.
Siamo convinti che l’agroalimentare non possa e non debba essere considerato un settore isolato, ma parte integrante di un più ampio sistema economico-produttivo che coinvolge logistica, trasformazione, commercializzazione e distribuzione. È su questo asse che vanno costruiti percorsi concreti di sviluppo, capaci di coniugare competitività, qualità del lavoro e coesione sociale».
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