Facoltà di medicina a Cosenza, Controvento: “De Sarro e Leone non ci prendono in giro”

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  22 giugno 2021 14:01

 ”Non sappiamo se Giovanbattista De Sarro, rettore pro tempore dell’Università di Catanzaro, ritenga i catanzaresi  smemorati, a tal proposito vogliamo rassicurarlo: non lo sono e non sarà certamente lui ne tanto meno il suo omologo Leone a prenderli in giro. In una regione dove ndrangheta e massoneria camminano di pari passo, dove la fuga di cervelli è all’ordine del giorno, dove campanilismo e invidia hanno preso il sopravvento, dove gli indicatori occupazionali sono ai minimi storici, lo studio e la meritocrazia sono le uniche medicine”, lo scrive l’associazione Controvento. 
 
“La scuola e in particolare le Università calabresi hanno un grande compito: formare i calabresi di domani. Gente di cultura, spessore morale e, soprattutto, umana. Philippe Daverio diceva “che la cultura salverà il mondo” tirandosi dietro le critiche di Umberto Eco. Noi riteniamo che un mondo senza cultura è un libro senza parole.  Oggi le università più che fari di sapere sono diventate delle “partecipate” di “baronie” e “logge”. Ed ecco che invece di lavorare per migliorare il mondo che ci circonda, lasciandolo magari migliore di come lo abbiamo trovato, il professor De Sarro, da pochi anni alla guida dell’UMG, ha fatto più danni che il resto. Uno dei primi atti di De Sarro è stato quello di attivare nel 2018 un corso interateneo tra l’UMG e l’università di Rende in assistenza sanitaria. Una prima porticina aperta verso l’attivazione di corsi sanitari ad Arcavacata, tant’è che in quella occasione il Sindaco Abramo espresse le proprie perplessità. In particolare, il primo cittadino aveva paventato il rischio che l’apertura nei fatti di un’area medica all’Unical potesse in qualche modo pregiudicare il futuro della facoltà di medicina di Catanzaro”, continua. 
 
“Ma prontamente arrivarono le “rassicurazioni” di De Sarro ““Facendo seguito ai nostri intercorsi colloqui telefonici, è mio intendimento rassicurarti sulle perplessità manifestate relativamente all’istituzione del corso di laurea interateneo tra l’Università degli studi “Magna Graecia” di Catanzaro e l’UNICAL in Assistente Sanitario. Mi preme ribadire che la predetta istituzione, in caso di approvazione favorevole del CUN, non pregiudicherà in nessun modo l’Ateneo di Catanzaro e di conseguenza il Capoluogo. Infatti, come ti anticipavo, nella convenzione finalizzata all’istituzione del predetto corso è espressamente previsto che la sede amministrativa e di gestione del corso di laurea è l’Università degli studi di Catanzaro. Del resto non potrebbe essere diversamente considerato che, ai sensi del Decreto Interministeriale del 19 febbraio 2009 n. 119 “Determinazione delle Classi di laurea delle Professioni Sanitarie” – art. 2 comma 1 “I corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie possono essere istituiti e attivati dalle Facoltà di Medicina e Chirurgia…” e, come è noto, l’Ateneo di Catanzaro è l’unica Università in Calabria ad essere sede della Scuola di Medicina e Chirurgia.”
Bene, anzi male, perché a distanza di due anni da questa dichiarazione il corso di “laurea in Medicina e Tecnologie digitali” all’Unical è realtà. Non più una porticina, ma un portone per la realizzazione della seconda facoltà di medicina in Calabria. E se qualcuno ritiene azzardata questa visione basterebbe leggere le dichiarazioni del sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto e soprattutto quelle del suo collega di Rende, Marcello Manna che ha già chiesto a gran voce che venga realizzato a Rende il nuovo ospedale (alias Policlinico). Ma, cosa ancor più triste, è che il primo cittadino rendese, oltre a chiedere la costruzione del nuovo nosocomio, “snobba” (dalla serie oltre al danno la beffa) sia l’Università di Catanzaro che le eccellenze sanitarie catanzaresi: “Rende e l’Università della Calabria possono indicare il cambiamento di rotta necessario a garantire il diritto costituzionale alla salute e di cura e quello all’istruzione”.
Non sappiamo se De Sarro farà copia e incolla delle “rassicuranti” parole che aveva “rifilato” al Sindaco Abramo, ma poiché, come diceva il grande Corrado Alvaro (che guarda caso studiò e si formò culturalmente proprio a Catanzaro): ”I calabresi vogliono essere parlati”, chiediamo ai rettori dell’Università Magna Grecia e dell’Unical di indire una conferenza stampa congiunta per dipanare ogni dubbio e maldicenza su questo nuovo corso di laurea in “Medicina e Tecnologie digitali”. Sarebbe un atto di correttezza e di cultura “alta” verso i calabresi tutti”, conclude Controvento.

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