"Felici&Conflenti": torna l’VIII edizione della festa di comunità

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  26 luglio 2021 13:27

 In tempi bui come quelli che stiamo attraversando da ormai più di un anno, torna una delle feste di comunità più attese e sentite della Calabria. Rinasce così Felici & Conflenti, ideato da Antonella Stranges e Alessio Bressi e diretto dall’omonima associazione, un evento, giunto alla sua VIII edizione, nato per valorizzare il ricco patrimonio coreutico e musicale del Reventino. Oggi realtà consolidata che diventa progetto simbolo di resistenza, condivisione e senso di comunità, che lavora da anni sullo sviluppo delle aree interne della Calabria attraverso il recupero del suo inestimabile patrimonio immateriale.

Un’edizione speciale, il 30 e il 31 luglio, con un’anteprima il 27, che dopo un lungo periodo di fermo, nel rispetto di tutte le normative vigenti sul contingentamento, riporta musica, arte e convivialità alla comunità locale.

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In programma concerti, performance e laboratori alla scoperta degli strumenti e delle danze tradizionali, ma anche incontri, seminari e percorsi gastronomici, sempre nell’ottica del recupero del tramandamento culturale dell’area del Reventino e della Valle del Savuto, in particolare, e dell’intera Regione.

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«Durante questo anno e mezzo di silenzio abbiamo lavorato ad altri progetti che verranno presentati a breve e che costituiranno un’ulteriore occasione di crescita per la nostra associazione – commenta Alessio Bressi, ideatore del progetto –. Tuttavia, ci è mancata fortemente la vicinanza con i musicisti e gli appassionati, il ballare e cantare insieme, ripopolando le strade di Conflenti e dei paesi limitrofi. Abbiamo riflettuto molto sulla fattibilità di un evento di questo tipo. Ma, nonostante tutte le misure di sicurezza, le limitazioni alle attività e al numero di partecipanti che questi tempi ci impongono, faremo una edizione in pieno spirito Felici & Conflenti. Non vediamo l’ora di ricominciare, incontrare nuovi e vecchi amici e ripopolare di musica la nostra comunità».

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Ad inaugurare l’edizione 2021 sarà Andrea Piccioni, percussionista italiano, tra i massimi esponenti dell'arte dei tamburi a cornice, che attraverso i suoi studi ha sviluppato una straordinaria capacità di muoversi attraverso generi e stili musicali rielaborando il linguaggio sul tamburello e sui tamburi a cornice in una modalità personalissima, al contempo virtuosa ed espressiva. A Felici & Conflenti Piccioni porterà in concerto la sera del 27 luglio, a Piazza Pontano, una sua rielaborazione dei canti della tradizione.

Attesissima la presentazione in prima assoluta, venerdì 30 luglio, di “All’Erva Radicchia”, composizione per campanacci del musicista, nonché coordinatore scientifico di Felici & Conflenti, Christian Ferlaino, nata da una ricerca sull’uso delle campane per animali da pascolo in Calabria. Per riprodurre l’imprevedibilità dell’esito sonoro di un gregge in movimento, il compositore si è affidato a tecniche aleatorie messe in atto sia durante la composizione del brano che per l’organizzazione e l’implementazione della performance. Chiusura della serata in festa con il concerto di Mimmo Morello: il noto polistrumentista reggino condurrà gli spettatori in un viaggio sonoro attraverso le tonalità delle zampogne calabresi.

In programma il 31 luglio “I canti della Tonnara” un progetto a cura di Danilo Gatto che parte dalle ricerche dell’etnomusicologo e antropologo statunitense Alan Lomax sui canti della Tonnara di Pizzo. E a seguire la performance dei Tummarinari di Donnici per le vie del paese, altra tradizione appartenente ai casali cosentini e riproposta dall’organettista Paolo Presta. A seguire l’esibizione di suonatori tradizionali del Reventino.

Tra gli eventi collaterali non manca lo spazio per la formazione. Diversi i laboratori in programma, dalla zampogna della Presila alla Danza del Reventino, curati da Christian Ferlaino, Giuseppe Muraca, Andrea Bressi, Giuseppe Gallo, Francesco Denaro, Vincenzo Piazzetta.

Tra le novità il laboratorio curato da Danilo Gatto “I canti della tonnara” sulle voci e i ritmi che venivano eseguiti, fino agli anni ’50, sui barconi calabresi durante la mattanza.

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