Festa della donna, Amaroni omaggia Franca Rame: una donna oltre il teatro

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  10 marzo 2026 12:32

Nella ricorrenza del centenario della nascita di Dario Fo, l’8 marzo del Comune di Amaroni si è svolto nel nome di una donna, un’artista tra le più influenti del Novecento, che ha reso il palcoscenico un luogo di denuncia sociale, dando voce alle casalinghe, alle donne sottomesse, contro ogni forma di subordinazione di genere.

In una sala consiliare gremita e attenta, è stata ricordata Franca Rame, l’attrice che ha portato in scena un teatro civile, popolare e militante, più da attivista del “dissenso” che da femminista. espresso attraverso la comunicazione, concepita come strumento per favorire l’emancipazione. Con testi come Tutta casa, letto e chiesa, ha affrontato, tra satira e grottesco, la condizione della donna, la subordinazione femminile, la sessualità e la vita domestica, e con Soccorso Rosso, l’organizzazione per i diritti dei detenuti politici.

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Con “Ricacciamo il demonio ne lo suo enferno” viene proposta un’altra genesi, un altro livello di relazioni tra Adamo ed Eva e la scoperta dell’amore tra di loro, in cui sono prorompenti l’umanità, la comprensione e l’umorismo di Eva. Momento di forte impatto è stato il ricordo della Franca vittima di violenza, da lei denunciata prima nel monologo Lo stupro e poi pubblicamente. Il tema è stato ripreso dalla lettura dell’inedito di Patrizia Fulciniti, Nella tua lingua il mio sangue, in cui la nascita del giullare viene attribuita alla donna anziché a Cristo: un’operazione di "giustizia narrativa" che trasforma la vittima nell’origine stessa dell'arte popolare delle giullarate.

Non è mancata la Franca Rame delle Istituzioni, la senatrice, eletta nel 2006 che si è distinta per le sue posizioni critiche, arrivando a rassegnare le dimissioni irrevocabili, 19 mesi dopo, in dissenso con uno stile comunicativo, un modus operandi che non le appartengono. Ne è emerso un ritratto di donna consapevole, dal forte impegno civile, intrisa di passione, sentimento e ironia, come nella lettura del testo in cui Franca Rame immagina il suo congedo dalla vita terrena.

La manifestazione organizzata dall’Amministrazione Comunale è stato un omaggio alle donne, depurato del contorno di una formale celebrazione, di un giorno di tregua rispetto ai restanti 364 di lotta, evocativo e consapevole del permanere di condizioni di disparità, di diritti ancora da conquistare.

L’evento, organizzato dall’Amministrazione Comunale, è stato un omaggio alle donne lontano dalle celebrazioni formali: non un giorno di tregua, ma un momento evocativo sulla disparità che ancora permane. Grazie al contributo di Stefania Anastasio, Patrizia Fulciniti, Anna Maria e Teresa Murgida, Gianni Paone e Micaela Papa – dell’Associazione Terra di Mezzo – la ricorrenza si è trasformata in una celebrazione intensa e consapevole, grazie anche al supporto della Fondazione Fo Rame per l’uso dei loghi del centenario. Infine, l'evento è stato calato nel tragico contesto internazionale, dedicando un pensiero alle 165 bambine uccise in Iran e allo strazio delle loro madri.

 


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