Festa della Madonna di Capocolonna senza fuochi, Don Riccardo Alfieri (Movimento per la Difesa dei Cittadini): "Propongo una rivoluzione"

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images Festa della Madonna di Capocolonna senza fuochi, Don Riccardo Alfieri (Movimento per la Difesa dei Cittadini): "Propongo una rivoluzione"
I fuochi d'artificio
  09 maggio 2022 13:04

 
"In questo contesto drammatico vorrei inserirmi per segnalare quanto sia banale la polemica sui fuochi artificiali dedicati, per così dire, alla Madonna. Ovviamente chi lo ha deciso aveva delle ragioni che sono di carattere, diciamo così, religioso e che si è cercato di spiegare, ma che la spiritualità, o meglio la religiosità del Popolo, fatica a comprendere. Tutte le decisioni, neutralmente, sono suscettibili di valutazioni alternative dal punto di vista pastorale.
 
Vorrei solo ricordare che si tratta di una festa a carattere spirituale e religioso. E la competenza è direi di Coloro che guidano la comunità Cristiana e che cercano di esprimere in queste scelte dei contenuti di sensibilità. Tutto è discutibile. Ma farne una questione di un così gran peso sociale mi lascia basito. Si dibatte appassionatamente nelle piazze anche virtuali di questo 'insopportabile colpo di mano'. Si grida a interventi autoritari e fascistoidi. Chiedo perdono se ho la memoria corta: non mi sovviene infatti una simile e appassionante discussione e levata di scudi quando hanno tolto i treni alla nostra città o quando ci è stato svuotato l'ospedale con i risultati di cui sopra.
 
Nemmeno mi ricordo una tale forza di protesta, quando hanno chiuso l'aeroporto (che ci ha visti in 4 gatti a fare più rumore che presenza) e continuamente si discute se lasciarlo aperto per il volo rimasto. Nemmeno ricordo che quel poveretto di Cirò che, mi pare, si chiami Amoruso, conosciuto per le sue eclatanti dimostrazioni di sdegno, abbia trovato la solidarietà e la presenza degli interessati, noi, nei suoi coraggiosi quanto solitari gesti di protesta per il fatto che la 106, alias "strada della morte", non venga nemmeno messa nei programmi, lasciando il nostro territorio completamente isolato dal resto d'Italia e, naturalmente, con una miserabile presenza turistica. Nemmeno di un porto adeguato si parla più.
 
E, così, felicemente isolati, abbiamo la possibilità di intrattenerci su tematiche vitali come i fuochi pirotecnici. D'altra parte il vergognoso sfruttamento dei lavoratori, senza limiti di orario e sottopagati, peggio ancora la disoccupazione, a cui ci stiamo condannando e abituando, ci lascia il tempo per simili quisquilie: compreso organizzare una rivolta, inserendo, surrettiziamente, in un’organizzazione che appartiene ad un ente ben preciso, gli ormai famosissimi fuochi. Persino l'Ente Comunale, che vanta non pochi problemi e, certamente non questi, si è inserito in tale battaglia di 'civiltà'. Devo ribadire che non mi interessa nulla dei fuochi "si o no". È un tema che non suscita in me nessuna passione. Sono solo sbalordito delle struggenti argomentazioni di molti su una simile banalità. "Peccato, avrei preferito i fuochi" si può dire? Perché no? L’esasperazione, degna di ben altre battaglie abbandonate, no! Questo si chiama, chiedo perdono, deficit culturale. Mi permetto di suggerire ai Confratelli e al Vescovo stesso di trovare un altro nome a questa roba che viene pomposamente chiamata 'pietà popolare'. Eh via!"
 
 
Don Riccardo Alfieri
 
Componente e Co-fondatore dell'Associazione "Movimento per la Difesa dei Cittadini"

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