Festa San Vitaliano, la riflessione di Cimino indirizzata al Sindaco e al Vescovo di Catanzaro

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images Festa San Vitaliano, la riflessione di Cimino indirizzata al Sindaco e al Vescovo di Catanzaro
Franco Cimino
  15 luglio 2022 13:02

di FRANCO CIMINO

Egregio signor Sindaco, monsignor Arcivescovo,

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domani è San Vitaliano, la festa del santo Patrono della Città, l’uomo di chiesa che si è conquistato la santità per la sua esistenza sofferta e faticosa, in cui spicca la fatica di trovarsi poco amato dalla gente, che pure egli ha amato e servito. Peregrinante e fuggitivo, ha subito lungamente, incomprensioni, ipocrisie, e violenze sociali di ogni genere. Le più dure, quelle inflitte dal gruppo sempre ristretto di invidiosi e di mediocri aspiranti al potere. Nella storia e nella antropologia umana, questi, sono sempre presenti e facilmente agiscono, più agevolmente prevalendo, sulle debolezze, prima culturali e dopo morali, delle società, le cui dinamiche sono rimaste sempre le stesse.

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San Vitaliano, checché se ne dica, non ha trovato fortuna neppure nella nostra Città. Sarà per il modo in cui ci è stato assegnato, sarà per quella sua statua incompleta, sarà per gli orgogli intrecciati a indifferenza o distrazione, sarà pure che il tempo che passa indebolisce fedeltà antiche e tradizioni e la memoria dei padri, sarà quel che si voglia sia, il fatto è che San Vitaliano non è, a sentir mio, molto “avvertito” dai catanzaresi.

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Mi permetto di aggiungere anche che, siccome nell’Italia del “se piove governo ladro” , tutto il “male” è riconducibile alla politica, qui, una grande responsabilità in questo indebolimento del rapporto, sia anche della politica e delle amministrazioni comunali, sempre più lontane dal sentimento della popolazione e dai suoi bisogni anche spirituali e culturali, un po’ questo detto risulta vero.

Mi si permetta ancora di dire che lungo questo sentiero strettissimo tra due burroni, la distanza tra Chiesa e Comune, in quanto istituzioni, ha vieppiù, e progressivamente, allargato la distanza tra mondo dei fedeli e quello dei laici strettamente intesi, degli agnostici, degli indifferenti, dei non credenti. Tutto ciò a danno delle due autorità, divenute due debolezze che neppure si parlano, e dell’intera Comunità sempre distante dalla partecipazione ai fatti di fede e a quelli della politica. Negli anni si è prodotta una duplice divisione sociale gravemente pericolosa, sotto la quale, e in conseguenza della quale, si muovono tutti quei fenomeni che io annovero nel termine “povertà della povertà”.

La Città è divisa. La sua Comunità è divisa. È divisa, quasi offesa dalle segrete lotte interne, la Chiesa locale. È divisa la politica, più duramente a seguito delle recenti elezioni.

Signor Sindaco, monsignor Arcivescovo, entrambi rappresentate le più alte autorità della nostra Città. Nessun’altra è più alta, più autorevole e più prestigiosa delle vostre. Le vostre due eccellenze non vi fanno soltanto capi delle realtà affidatevi da due altissimi poteri, quello popolare e quello pontificio. Non vi fanno soltanto amministratori delle due istituzioni. Le Vostre riconosciute capacità assicurano in anticipo che in quegli ambiti vi riuscirete pienamente. La sofferenza della nostra Catanzaro, la Città più bella del mondo, il dolore in esso nascosto insieme alla grande speranza di un vero Rinascimento, tutto nostro, chiede a Voi, signor Sindaco, egregio Arcivescovo, di compiere l’opera politica e pastorale più significativa, unire la Città, affratellare i suoi cittadini attraverso un impegno diretto e corale per salvare Catanzaro. Ché questo splendore, nascosto o negato, talvolta violato dai rapinatori di ricchezza collettiva, è solo coperto dal fumo scuro. Sotto c’è la Bellezza, quella vera. La nostra, dei luoghi e delle persone. Del mare e dei Monti, che, liberata l’aria dalla coltre spessa di fuliggine, finalmente riprenderanno a guardarsi. E noi, con i nostri occhi, vivi dei ragazzi o pur deboli degli anziani, a guardarli, affinché quella Bellezza ci entri in petto e diventi energie del cambiamento. Quello vero, però. Ché nuove bugie e nuovi inganni uccideranno l’ultima speranza.

Con rispetto e devozione filiale, Franco Cimino, il semplice cittadino testardamente innamorato di Catanzaro.

Ps: desidero sottolineare, separatamente, un elemento straordinario e per me ricco di significato, il nuovo Sindaco e il nuovo Arcivescovo sono giunti quasi in contemporanea nell’alta postazione occupata. Per me non è un casuale. Il Signore e il popolo, a volte si “sentono” e si danno reciproco ascolto. Questo fatto vi aiuti a esser il Sindaco nuovo, il Pastore nuovo, che Catanzaro attendeva.

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