Festival d'Autunno a Catanzaro. Intervista a Peppe Servillo & Solis String Quartet: "Il Sud è motore pulsante artistico dell'Italia"

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Peppe Servillo & Solis String Quartet

Peppe Servillo & Solis String Quartet inaugureranno la 18esima edizione del Festival d'Autunno questa sera a Catanzaro, in Piazza Prefettura.

  17 settembre 2021 04:02

di CLAUDIA FISCILETTI

Sarà trasmesso in streaming negli istituti italiani di cultura sparsi in 200 Paesi di tutto il mondo, il concerto di Peppe Servillo & Solis String Quartet che si terrà questa sera in Piazza Prefettura, a Catanzaro, alle 21. Lo spettacolo segna l'evento inaugurale della 18esima edizione del Festival d'Autunno, che vede alla direzione artistica Tonia Santacroce, dopo un periodo di pausa di circa due anni a causa del covid. Il tema di quest'anno è "ContaminAzioni", molto caro agli artisti di questa sera che, nell'intervista rilasciata a La Nuova Calabria, affermano: "Sono trent'anni che noi, come quartetto d'archi, ci contaminiamo, diffondiamo le varie culture della nostra terra". Peppe Servillo & Solis String Quartet, composti da Vincenzo Di Donna (violino), Luigi De Maio (violino), Gerardo Morrone (viola), Antonio Di Francia (cello e chitarra) e Servillo (voce), hanno tutti orgogliosamente radici napoletane e porteranno un pò della città di Napoli nel capoluogo calabrese con il loro spettacolo che, non a caso, porta il titolo "Presentimento - omaggio alla canzone napoletana""Sarà una sintesi fra canzone, teatro e musica. Questa sera tutto parlerà napoletano", anticipano gli artisti sul concerto che si terrà tra poche ore e che, aggiungono, sarà un connubio tra tradizione e modernità, in cui saranno raccontate le storie di una città singolare come Napoli. Il concerto di Peppe Servillo & Solis String Quartet fa parte del progetto “Estate all’Italiana Festival”, una iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con ItaliaFestival, l’associazione multidisciplinare formata da alcuni tra i più prestigiosi Festival italiani alla quale afferisce anche il Festival d’Autunno, e sarà trasmesso on demand sul canale Vimeo di “Italiana” (portale del MAECI) e sul nuovo portale italiafestival.tv, e promosso dagli IIC, le Ambasciate e i Consolati nel mondo.

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Il Festival d'Autunno, oltre al tema maestro che è "ContaminAzioni", ha scelto un tema per ogni giorno della rassegna e quello di oggi è "Il sud e la cultura delle differenze", che si adatta al concerto di questa sera con la musica napoletana che viene apprezzata e conosciuta anche in Calabria.

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"A noi fa sempre piacere, senza discriminazioni tra nord e sud che non ci piacciono, quando un'iniziativa come il Festival d'Autunno ci rende doppiamente orgogliosi. Da una parte perché ci è stata riservata l'apertura del festival, ma anche perché al Sud iniziative di questo genere a noi fanno bene, sono come linfa vitale, perché organizzatori che mettono tanta passione, come Tonia Santacroce, per noi che senza di loro non avremmo modo di esistere. Questo è motivo di soddisfazione anche perché portiamo in giro la nostra tradizione e quindi la musica della città da cui il gruppo proviene. E' anche un modo per portare in giro quello che già tanti prima di noi hanno fatto e noi, in maniera umile, a nostro modo diamo una visione di quello che è in questo momento stato declinato in forma un pò atipica, con un quartetto d'archi e voce, quello che è il miglior repertorio classico napoletano di autori e compositori napoletani".

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Ben 200 istituti italiani di cultura in tutto il mondo potranno vedere in streaming il concerto di questa sera. Come vedete la situazione della cultura adesso che pian piano sta tornando attiva?

"La cultura, in realtà, non si è mai fermata, è qualcosa a cui non si può porre un freno, è come voler fermare l'acqua, imbottigliare l'aria. E' chiaro che in questo momento pandemico il nostro comparto è stato fortemente colpito, però penso che, in virtù di questo ragionamento, parlare di rinascita forse è un pò eccessivo, però c'è una grande voglia di ripartenza e ripresa, c'è attesa di un ritorno alla normalità attraverso tutte le forme d'arte come la musica, la cultura, la pittura. Manca un'interazione, fare arte e musica significa anche comunicare, è un fatto empatico, e noi abbiamo bisogno di avere il contatto col pubblico, abbiamo urgenza di tornare a quel tipo di normalità in cui il pubblico ci riconsegna quella grande energia che noi diamo dal palco e quindi continua ad alimentare quella memoria del cuore attraverso brani appartenenti a qualsiasi tipo di repertorio. C'è proprio bisogno di essere vivi attraverso l'arte e la musica".

Com'è stato adattare le più importanti canzoni napoletane al quartetto d'archi?

"Non è stato difficil,, noi da sempre incrociamo tanti stili, e in questo ci rifacciamo molto al tema della contaminazione. Abbiamo un background classico, poi siamo partiti con quel bagaglio tecnico e abbiamo affrontato tantissimi stili musicali diversi tra loro, li abbiamo anche fusi insieme creando un nostro stile musicale attraverso le nostre composizioni originali. Da sempre abbiamo cercato di far capire la provenienza delle nostre radici, facendo cantare in napoletano artisti come Claudio Baglioni, Gianna Nannini, Noah, fino poi ad arrivare a Peppe Servillo, con cui collaboriamo da circa 12 anni e abbiamo deciso di intraprendere una ricerca intensa e particolare di tutti i migliori brani che, a nostro avviso, sono i più rappresentativi del miglior cantautorato napoletano".

'Presentimento' è il titolo dell'album del 2016, il secondo fatto con Peppe Servillo e, adesso, avete in progetto una monografia su Rentato Carosone.

"Si, uscirà a breve. Siamo sempre in movimento alla ricerca di idee da poter realizzare. Carosone ci sembrava quello più adeguato come continuazione di un progetto di ricerca che è partita circa 12 anni fa con Peppe Servillo con cui poi, magari, affronteremo anche altre monografie di autori più contemporanei. Per il momento Carosone, per quanto riguarda gli elementi ritmici e melodici, ha molte cose che noi possiamo usare. Anche, ovviamente, per l'ironia che lui amava mettere nei testi, è stato facile individuare in Carosone l'artista su cui incentrare questa monografia anche con Peppe che è un pò una sintesi di teatro e canzone napoletane".

Non è la prima volta che il quartetto fa uno spettacolo in Calabria.

"Nel corso degli anni siamo stati in molte città calabresi, da Lamezia Terme a Catanzaro, il che ci rende molto soddisfatti. Il Sud, senza voler fare alcuna discriminazione, lo riteniamo il motore pulsante artistico dell'Italia, ha una marcia in più".

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