Fine vita. Speranza: "L'attesa per una legge non può far ignorare la sentenza della Consulta"

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Il Ministro Speranza
  12 agosto 2021 10:01

"Il fine vita è naturalmente uno di quegli argomenti su cui si confronta un pluralismo insuperabile di punti di vista etici, culturali, teorici, religiosi, che in un ordinamento democratico come il nostro non può che trovare la sua espressione politica anzitutto nel Parlamento. Sono personalmente convinto da tempo della necessità e dell'urgenza di un intervento legislativo in materia". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza in una lettera a 'La Stampa' in cui risponde all'appello, lanciato sempre dalle pagine del quotidiano torinese, di un tetraplegico immobile su un letto da 10 anni che chiedeva di "morire con dignità".

Il ministro riportando le parole della sentenza n. 242 del 2019 della Corte Costituzionale che ha reso non punibile chi 'agevola l'esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi' sottolinea che "l'attesa e l'auspicio di una legge non possono perciò esimere tutti, quali che siano le diverse legittime posizioni su un tema così delicato, dal prendere atto che la sentenza della Consulta non può essere ignorata". Il ministro Speranza aggiunge che "è un tema che riguarda le aziende sanitarie e ospedaliere locali, le Regioni, titolari della responsabilità della loro gestione e organizzazione, e il Governo, chiamato a garantire l'uniformità della garanzia di diritti costituzionali su tutto il territorio nazionale. È sulla base di questa convinzione che il Ministero della Salute ha avviato già nei mesi scorsi un confronto con le Regioni che ha l'obiettivo di superare i problemi che rischiano di ostacolare l'attuazione della sentenza della Consulta o di produrre una sua applicazione non omogenea nei diversi territori".

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