Fiorita: "'La Grande Catanzaro' non è un'utopia ma una concreta opportunità. Abbiamo strumenti e risorse per fermare il declino"

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images Fiorita: "'La Grande Catanzaro' non è un'utopia ma una concreta opportunità. Abbiamo strumenti e risorse per fermare il declino"

  03 maggio 2022 20:11

di NICOLA FIORITA 

Molti mi chiedono cos’è il progetto “Grande Catanzaro”? È solo una visione? No, non è solo una visione, né tantomeno una suggestione da campagna elettorale. È un’opportunità vera, concreta, per la quale esistono strumenti e risorse; utili, se opportunamente sfruttate, a frenare il declino di Catanzaro e del suo hinterland.

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La nostra idea è costruire un’Area Urbana Funzionale di oltre 130.000 abitanti, capace di assicurare sviluppo, e alzare la qualità della vita, connettendo tra di loro i territori. È un’idea coerente con le linee guida dell’Unione Europea, che già aveva orientato i fondi 2021-2027 verso le Aree Urbane Funzionali secondo criteri di correlazione: pendolarismo lavorativo, sanitario, scolastico; elementi questi che dimostrano la connessione dei territori.

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Ecco perché la Grande Catanzaro è possibile. Ecco perché è possibile pensare di migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti, con progetti di ampio respiro nel campo della trasportistica, dei cicli delle acque e dei rifiuti, dell’istruzione e della cultura, tali da saldare i rapporti tra il Capoluogo e i Comuni limitrofi o prossimi.

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Si partirà ovviamente da quanto è stato già fatto dagli Ambiti Territoriali dei rifiuti, della distribuzione del gas naturale e dell’Autorità idrica. Catanzaro dovrà mettere al servizio dell’Area tutte le sue ulteriori potenzialità: la sanità, l’università, le grandi strutture culturali, pensando agli abitanti dei Comuni dell’hinterland come a un’unica, grande comunità. I Comuni limitrofi o prossimi (Albi, Borgia, Caraffa, Fossato Serralta, Gimigliano, Marcellinara, Pentone, San Floro, Settingiano, Sellia, Simeri Crichi, Squillace, Stalettì, Tiriolo) dovranno, dal canto loro, superare vecchie visioni, viziate talvolta da campanilismo e miopia, per guardare a Catanzaro non come a una città che accentra o respinge, bensì come a un riferimento inclusivo e aggregante per tutte le esigenze della vita, dalle cure sanitarie allo studio alla cultura. Solo così, la Grande Catanzaro, costruita nel pieno rispetto dell’identità e delle specificità di ogni singola comunità, potrà controbilanciare lo strapotere politico-istituzionale-economico delle province più forti, Cosenza e Reggio Calabria.

Sul piano concreto, la Grande Catanzaro potrà proporsi per una progettazione unitaria ed ambire ad importanti misure di finanziamento nei campi dell’ambiente, dei trasporti, dell’istruzione, del turismo e della cultura, dell’innovazione tecnologica, delle energie rinnovabili. L’Area Urbana Funzionale dovrà avere un brand unico, costruendo innanzitutto un’offerta turistica coordinata, capace di intercettare consistenti quote di turismo nazionale e internazionale. Si pensi ad un litorale unico attrezzato da Squillace a Sellia, alla combinazione mare/monti, al patrimonio archeologico, storico, ambientale e artistico (dal Parco Scolacium al Vivarium di Cassiodoro, dalle opere di Mattia Preti alla Riserva di Valli Cupe, solo per citare alcuni esempi).

I problemi andranno affrontati in una visione unitaria. Si pensi alla depurazione e alla qualità delle acque marine. Che senso ha risolvere il problema del depuratore di Lido se contemporaneamente non si risolve quello degli impianti limitrofi di Roccelletta e Simeri? Le forme di collaborazione/sinergia tra Catanzaro e i Comuni possono essere infinite: si va dall’innovazione tecnologica alla formazione dei dirigenti, dal risparmio energetico alle politiche culturali.

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