Firmato accordo tra Comune e carcere di Catanzaro per servizi di anagrafe ai detenuti

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La vicesindaca Iemma: "Servizio di notevole valenza sociale"

  26 giugno 2024 13:44

La vice sindaca con delega ai Servizi Demografici, Giusy Iemma e la direttrice della casa circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro, Patrizia Delfino, hanno sottoscritto formalmente l’accordo ex art. 15 legge 241/1990 in materia di iscrizione anagrafica dei soggetti privati della libertà personale. L’intesa ha lo scopo di dare risposte operative ai problemi legati all’identificazione, al rilascio dei documenti e alla residenza dei detenuti.

Al momento della firma erano presenti anche il presidente del Consiglio Comunale, Gianmichele Bosco, il garante comunale dei detenuti, Luciano Giacobbe, il dirigente del settore comunale competente per materia, Andrea Adelchi Ottaviano, il vice direttore della casa circondariale, Salvatore Trieste e la funzionaria giuridico pedagogica, Gemma Delfino.

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“Con questa intesa – ha commentato la vice sindaca – strutturiamo formalmente l’interlocuzione con la casa circondariale. Concretizziamo, in un quadro di virtuosa sinergia tra le Istituzioni,  un passo in avanti importante nel fornire alle persone private della libertà personale servizi di prossimità in risposta ai loro bisogni. Strutturare il rapporto significa che ai dipendenti comunali che svolgono funzioni di ufficiali di anagrafe o collaborano a vario titolo con la casa circondariale per le pratiche anagrafiche dei detenuti, è assicurato l’accesso nel rispetto delle disposizioni dell’ordinamento penitenziario. L’ufficio Anagrafe del Comune, dal canto suo, assicurerà un giorno di presenza, con cadenza mensile, per garantire il rilascio di documenti o fornire informazioni di carattere anagrafico. Nei casi di urgenza e di necessità, l’ufficiale di anagrafe incaricato si recherà appositamente presso l’Istituto, a prescindere dalla presenza mensile. Si tratta di un risultato significativo – ha aggiunto infine Iemma – perché ottenuto a fronte di una oggettiva esiguità del nostro personale ma su un obiettivo sociale importante che ha incontrato la piena disponibilità del settore, coniugandola con l’impegno proficuo del garante”.

Il presidente del Consiglio, Bosco ha voluto sottolineare invece “il livello di attenzione alto” che Palazzo De Nobili sta riservando complessivamente al cosiddetto pianeta carceri. “Un mondo – ha detto – che presenta nel nostro Paese profili di criticità irrisolti che hanno finito per farne una vera e propria emergenza. Dal sovraffollamento al numero impressionante dei suicidi, si fa sempre più spazio non solo l’urgenza di dare risposte contingenti ma cresce la consapevolezza che il carcere in quanto tale sia diventato ormai solo un fatto coercitivo, sempre più lontano dagli obiettivi alti che la Costituzione assegna alla funzione della pena. Un Comune – ha aggiunto Bosco – non può certo farsi carico di questi aspetti ma nell’ambito delle sue competenze può dare una mano non solo per accendere un riflettore sulla realtà carceraria ma anche per offrire ai detenuti servizi, come in questo caso, e soprattutto opportunità come l’impiego nei lavori di pubblica utilità. Fronti sui quali siamo impegnati da tempo”.

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