Fistel Cisl Calabria, Francesco Canino confermato segretario generale

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Fistel Cisl Calabria, Francesco Canino confermato segretario generale

Oggi il congresso a Catanzaro Lido. Pnrr e Rete unica gli obiettivi futuri per far fare alla Calabria il salto di qualità nel settore

  03 febbraio 2022 18:38

Francesco Canino è stato confermato segretario generale FISTel Cisl Calabria. Lo ha deciso il settimo congresso della federazione che si è tenuto oggi a Catanzaro Lido.   La segreteria regionale si completa con Cristina Spadafora e le new entry Gianluca Bifano, Marco Loreto e Maurizio Nobile.

Nella sua relazione introduttiva, Canino ha illustrato i risultati raggiunti dalla sua organizzazione sindacale in Calabria nell’ultimo quadriennio, che si è consolidata come punto politico di riferimento per i lavoratori e le aziende del settore in Calabria. Si è poi soffermato sulle prospettive future e sulle opportunità che la transizione digitale all’interno del PNRR offrirà a tutto il settore delle Telecomunicazioni.

Banner

Banner

«I tanti soldi che arriveranno in Calabria – ha sottolineato -  dovranno essere sfruttati al meglio per coprire il gap infrastrutturale della regione e dovranno essere il volano per nuovi investimenti in grado di coniugare sviluppo sostenibile, lavoro innovazione».

Banner

Nel suo intervento il segretario generale della Cisl Tonino Russo, si è soffermato sui problemi atavici della Calabria, concordando sulla necessità di sfruttare al massimo le opportunità del PNRR per far fare alla Calabria il salto di qualità sulle infrastrutture digitali, senza le quali anche tutti gli altri settori dell’economia calabrese non avrebbero possibilità di crescere e svilupparsi.

Ha concluso i lavori il segretario nazionale FISTel Nicola Milana che ha messo a fuoco i fronti caldi quali in primis la vertenza Tim e la realizzazione della Rete Unica: «La realizzazione del progetto Rete Unica senza provocare lo spacchettamento di Tim, è un obiettivo strategico che il sindacato non può mancare perché metterebbe a rischio 40mila lavoratori, oltre a compromettere la tenuta dell’intero settore delle telecomunicazioni».

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner