Fondo “Dopo di Noi” Catanzaro, Cirillo: "Quando l’omissione diventa una ferita pubblica!

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  13 febbraio 2026 17:14

Di seguito la nota stampa di Giovanni Cirillo, Presidente AVE AMA Catanzaro

"C’è qualcosa di profondamente rivelatore nella vicenda del Fondo “Dopo di Noi” a
Catanzaro. Non si tratta soltanto di una controversia amministrativa, né di una polemica
tra istituzioni e associazioni. Si tratta, più radicalmente, di una questione che riguarda il
rapporto tra il potere pubblico e i diritti delle persone più fragili: un rapporto che, quando
viene tradito, incrina la stessa legittimità morale dell’amministrare.
Le parole dell’Assessore comunale Nunzio Belcaro, intervenuto per commentare il
recupero delle risorse da parte dell’Assessora regionale Pasqualina Straface,
ripropongono una narrazione già nota: quella che tenta di ridurre a “strumentalizzazione
politica” ciò che invece è un fatto concreto, documentato e grave. La revoca dei
finanziamenti relativi alle annualità 2016–2018 non è una fantasia polemica, ma la
conseguenza di omissioni e inadempienze precise. E quando a pagarne il prezzo sono le
persone con disabilità grave, non siamo più nel terreno dell’ordinaria inefficienza
amministrativa, ma in quello della responsabilità pubblica.
Colpisce, in particolare, il tentativo di normalizzare l’accaduto attraverso la logica del “così
fan tutti”. È un argomento antico quanto il malgoverno stesso: trasformare la diffusione
dell’errore in una forma di assoluzione collettiva. Ma la diffusione dell’errore non lo rende
meno grave: lo rende, al contrario, più urgente da correggere. Perché i diritti non sono una
concessione discrezionale dell’amministrazione, ma il fondamento stesso della sua
esistenza.
Le associazioni del Terzo Settore, che hanno denunciato quanto accaduto, non hanno
compiuto un gesto politico nel senso deteriore del termine: hanno esercitato una funzione
civica essenziale. Hanno ricordato che la dignità delle persone con disabilità non può
essere subordinata alle inefficienze, né sacrificata sull’altare delle convenienze
amministrative. Il loro intervento ha contribuito a produrre un fatto nuovo e positivo: la
riassegnazione delle risorse e la loro gestione diretta da parte del Dipartimento regionale,
attraverso l’attivazione dei poteri sostitutivi.
Questa scelta, fortemente sostenuta dal Coordinamento delle Associazioni della Salute
Mentale, rappresenta una presa d’atto implicita ma inequivocabile: il livello locale non è
stato in grado di garantire ciò che la legge e la coscienza civile imponevano. E non si
tratta soltanto di fondi perduti o recuperati, ma di una visione più ampia che non è stata
perseguita. Il Decreto Legislativo 62 del 2024, che introduce una normativa avanzata e
innovativa, impone una trasformazione profonda delle politiche per la disabilità, fondata
sulla costruzione dei “Progetti di Vita”. Una trasformazione che avrebbe dovuto vedere il
Comune di Catanzaro svolgere un ruolo guida per l’intero territorio provinciale, e che
invece è rimasta, nei fatti, inattuata.
In questo senso, la vicenda del “Dopo di Noi” assume un valore simbolico più ampio. Essa
rivela una difficoltà strutturale a concepire l’amministrazione non come esercizio del
potere, ma come servizio alla comunità. Rivela una distanza tra le dichiarazioni e le
pratiche, tra la retorica della “civiltà della politica” (per restare alla citazione di Belcaro) e
la concretezza delle scelte amministrative.
Eppure, proprio da questa crisi può nascere un’opportunità. Le associazioni hanno
manifestato disponibilità, competenza e volontà di collaborazione. Hanno indicato la
strada di una rigenerazione possibile, fondata sulla trasparenza, sulla corresponsabilità e
sul rispetto dei diritti. La risposta, tuttavia, non può essere la contrapposizione o la
delegittimazione, ma l’assunzione piena di responsabilità.
 A fronte di disponibilità delle ATS, la risposta è stata il tentativo di alimentare ogni sorta
di scontro e contrapposizione: tutti contro tutti, dentro il perimetro di una città agonizzante,
sempre più povera e in costante spopolamento, quando per invertire la tendenza,
servirebbero, anche, le risposte sul perché non si avviano le procedure per la
realizzazione di “Agenda Urbana” e perché non vengono emanati i bandi di “Metro Plus”
e ancora: si pubblicano manifestazioni d’interesse e bandi che, senza spiegazione
alcuna, vengono ritirati in “autotutela” come per dimostrare quanto approssimativa è
l’azione di questa Amministrazione verso i suoi cittadini più fragili.
Non pretendiamo di dare lezioni all’Assessore Belcaro, anche se, riteniamo che l’efficacia
della sua azione non sta nelle sue parole, ma nella cura che, come Amministratore,
riserva ai suoi cittadini più vulnerabili. E quando questa cura viene meno, non è soltanto
un servizio a fallire: è la premessa stessa della democrazia che si incrina". 


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