
"Ormai siamo al modulo del 5-5-5-1 o del 4-3-2-1-3: schemi improbabili e versioni che cambiano di continuo. Più che una linea politica, quella dell’Oronzo Canà cittadino sembra una partita giocata senza conoscere né tattica né regole del gioco. Tallini ci prova, vuole svicolare, ma la domanda è semplice: chi ha ricoperto per anni ruoli politici e istituzionali di primo piano e aveva il dovere di difendere Catanzaro? Quella persona, nell’ambito del centrodestra, per oltre un ventennio, è stata principalmente una: ‘Mimmo’ Tallini". Lo scrive in una nota il gruppo consiliare di Forza Italia.
"Oggi, prova a fare il revisionista e sostiene di non aver potuto intervenire sulla scelta della Città metropolitana perché all’epoca era soltanto consigliere regionale. Ma dal 2009 al 2015, mentre si concretizzava la scelta di Reggio Calabria, ricopriva incarichi di rilievo in Forza Italia e nelle istituzioni regionali. Perché allora non si oppose a quella che oggi si può tranquillamente definire una scelta scellerata? Perché non ha detto che sarebbe stato l’unico caso in Italia in cui il Capoluogo di Regione non coincideva con la Città Metropolitana? Perché, invece, si adeguò allo “Scopelliti pensiero”? Forse, per non mettere a rischio la poltrona di assessore regionale?
Se questo è il suo modello di difesa di Catanzaro, lasciamo ai cittadini il compito di giudicarne l’efficacia. È singolare che chi ieri aveva il potere di incidere sulle scelte oggi voglia stabilire chi abbia il diritto di parlare e di difendere Catanzaro. E, politicamente, non si capisce perché proprio lui dovrebbe impartire lezioni all’attuale centrodestra.
Rinfreschiamo la memoria con il capitolo di precedenti elezioni provinciali. I cittadini ricordano quando Tallini ed il suo gruppo boicottarono la candidatura alla presidenza del suo amico Tommaso Brutto, candidato di centrodestra, contribuendo alla vittoria di Enzo Bruno, candidato di centrosinistra. Così come non è un mistero che al ballottaggio delle ultime elezioni Comunali abbia tifato Nicola Fiorita. A proposito, anche il sindaco ha confermato l’incontro con il neo vannacciano Tallini. Avranno certamente discusso della discarica di Alli, ma a noi risulta pure che Tallini si sia offerto di svolgere il ruolo di ponte fra Fiorita e Pitaro, che sono i due potenziali candidati concorrenti nell’alveo del centrosinistra. Insomma, mentre Tallini pensa di dare il marchio di origine protetta al centrodestra si offre di fare il padre nobile della sinistra per evitare loro guai, proprio a danno del centrodestra.
E poi diciamola tutta. Tallini non sta portando avanti un’azione politica, ma ogni sua mossa e uscita sono il frutto di un odio personale. Un’ossessione compulsiva che nutre da anni nei confronti del segretario provinciale Marco Polimeni, semplicemente perché ha preso il suo posto e il partito di Forza Italia si sta dimostrando il più votato in provincia e in regione. Non riesce a superare il lutto che arriva dai fatti: qualcuno sta già facendo meglio di lui e la classe dirigente di Forza Italia lo ha sfiduciato con ben 100 firme di altrettanti amministratori locali. Forse è allergico alla democrazia. Ma Tallini aveva avuto la grande occasione di sconfiggere Marco Polimeni alle ultime Regionali. Peccato per lui che non ci sia riuscito. Il partito e i cittadini alle urne hanno scelto. E non hanno scelto Tallini. Questa è la miccia che muove qualsiasi azione del ‘Mimmo’ vannacciano (finché non lo cacceranno anche da quel partito). Odio e vendetta sul piano personale.
Non intendiamo trasformare ogni sua esternazione in un’occasione per riportarlo al centro del dibattito cittadino. Da oggi, quindi, non inseguiremo più le sue provocazioni né le sue false ricostruzioni della realtà. Continui pure a cercare spazio politico e mediatico. Noi continueremo a occuparci di Catanzaro, dei suoi problemi e degli interessi dei cittadini. Il resto è soltanto rumore".
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