Franco Cimino: “Guerriglia in Parlamento, politica diseducativa, democrazia ferita”

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images Franco Cimino: “Guerriglia in Parlamento, politica diseducativa,  democrazia ferita”
Franco Cimino
  16 giugno 2024 12:01

di FRANCO CIMINO

La brutta giornata di guerriglia alla Camera dei Deputati, dopo una lunga (???)riunione dell’Ufficio di Presidenza, si è conclusa con una “ severa” sanzione. Colpevoli tutti di un non ben specificato reale atto, e condanne “ durissime”dei colpevoli faticosamente accertati dopo una “lunga” visione dei filmati. Riferisco in modo generico: quindici giorni al maggiore responsabile, il pugile, sei sette giorni, agli scalmanati da curva allo stadio, altrettanti ai “ ragazzi” dell’osteria, cinque, addirittura, a chi ha preso il pugno in faccia e il colpo al torace, andando al Pronto Soccorso più vicino. Giustizia è fatta. L’Italia della presidenza del G7, nella quale abbiamo impiegato le migliori risorse del “ Mady Italy”(non so neppure come si scriva questa parola inglese, che si adatta proprio bene alla presentazione della italica specificità), è salva. “ Tu avresti voluto condanne molto più severe?” mi si potrebbe chiedere, letto in particolare il mio precedente articolo sulla questione. Se fossi come quegli irresponsabili e altri, non pochi, che loro somigliano per aver fatto atti simili o ne avrebbero l’intima tentazione, se fossi insomma tutto istinto e poca ragione, forza muscolare e scarsa coscienza civile, direi decisamente sì. E per una motivazione ben precisa, che prevale anche su quella della inviolabilità, per atto fisico o verbale, della persona. Ma sono un prof, sono un padre, sono uno che fa “ politica” dall’età più giovanile, addirittura adolescenziale, sono anche un uomo che legge e scrive, quindi dice sempre agli altri e non può che dire del Bene, anche delle persone che sbagliano potendosi correggere tutte. Per cui dico, “sanzione” giusta. Vi aggiungerei, in coda magari alla lettera ufficiale, queste parole:” l’alta funzione che, per mandato comunque popolare, avete assunto, sappiate che è maestra. Cioè, cattedra dalla quale si insegna. “Toga”, che del suo onore deve rivestire la persona e il suo comportamento quotidiano. Ché dagli esempi dei padri e dei maestri, i ragazzi apprendono meglio. E di più. I danni che i giovani ricevono dagli atteggiamenti opposti a questi principi, sono devastanti. Quando tornerete a casa, guardate negli occhi i vostri figli, che vi hanno visto nella più cattive delle vostre azioni.” Ma io sono anche, ché così mi sento essendomi a tal fine sempre impegnato, un innamorato della Costituzione e degli strumenti preziosi che ha messo al servizio della Democrazia, affermo che nel metodo della breve sospensione usato, c’è un valore imprescindibile. Da non violare per alcun motivo. È la necessità di garantire il plenum dell’Assemblea elettiva, senza il quale essa stessa perderebbe di valore. È l’intero suo corpo la forza inalienabile dell’Istituzione. Per cui, meglio un’aula con qualche stupido, arrogante, incivile, irresponsabile, sempre presente, che quella con qualche posto vuoto. È per tale mio fermo convincimento che non ho mai abbandonata quella che mi ha visto, pur se per un tempo breve, consigliere comunale della mia Città. Con lo stesso, biasimo sempre quanti lo fanno. Non si lascia mai l’Aula, per alcun motivo. Essa, luogo della Democrazia, consente di operare sempre. Anche quando venisse violata dalle maggioranza e da chi la preside. Detto questo, imperdonabile quanto assurdo e grave, è il silenzio che su quella “ guerriglia” hanno adottato, vieppiù irresponsabilmente, i capi dei partiti. Tutti, tranne i soliti due, che però si sono persi in strani distinguo. Più grave è il silenzio del presidente del Consiglio, nella sua triplice, tra l’altro, veste, in cui vi è il comando assoluto del partito e quella, mai “riponibile”nell’armadio. La veste di Donna. La Persona, che, per natura e cultura, dovrebbe aborrire ogni violenza e aggressività. A chi ricopre il ruolo di guida della propria forza politica, avendo avuto anche la responsabilità di comporre( imporre) le liste elettorali, spetta il compito della sanzione più severa, la più giusta, condannare pubblicamente chi non si comporta in modo degno della istituzione in cui opera. Intanto, questo, cui potrebbero seguire due atti apprezzabili, la richiesta delle dimissioni dalla carica e la non ricandidatura alle prossime elezioni. È pure così che si difende la Democrazia. È pure questo uno dei modi per chiedere fiducia agli italiani. Specialmente, al crescente numero che non si reca più alle une. Ché la Democrazia si ricostruisce ogni giorno anche con la vitalità delle istituzioni. E si fa più utile e bella con la partecipazione vera dei cittadini. Quella dei seggi affollati è più utile. E più bella. Come lo è delle assemblee elettive ordinate e democraticamente tranquille.

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