Franco Cimino: "La festa dei giallorossi e Catanzaro, la città guida della Calabria"

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Franco Cimino
  31 agosto 2022 08:23

di FRANCO CIMINO

Ho assistito, in diretta Facebook, alla presentazione del Catanzaro, la nostra squadra del cuore. La nostra squadra del cuore, per piacere o per forza, per amore o per dovere, per necessità o per speranza, per fede o convenienza. La nostra squadra da raccontare ai nostri figli o per ricordare i nostri padri. Quella di ieri è stata una festa. Un’altra grande festa. C’era tantissima gente, grata e festosa, osannante e orante. Quanti giallorossi erano in quello spazio, divenuta piazza, sul lungomare, a Giovino? Mille? Duemila? Addirittura molti di più? Non li saprei contare nemmeno se avessi un sistema elettronico per farlo. Non li avrei saputo calcolare neppure se fossi stato lì presente, con lo sguardo che si sarebbe perso “ a vista d’occhio “, come si suol dire.

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Ma a che serve contare quelle presenze! È il loro cuore, la loro devozione, la loro fideistica attesa, il loro urlo di gioia, il loro canto di guerra, è tutto ciò che conta. Questo, tra i tanti: “nana nana nana nana nà…aquile alè!” Ciascuno di loro, in quel piazzale lungo e largo, rappresentava tante altre emozioni risalenti a un lungo passato. Quello glorioso, che dalla serie cadetta ci ha portato in serie A.” Serie B, serie B, serie B! Gridavano tutti a squarciagola. Ma era chiaro che alla serie A, pensassero. Quella serie A che hanno ereditato dai loro padri e hanno promesso ai loro figli.

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C’erano tutti loro, infatti, nel lungo pomeriggio scivolato dolcemente fino alla sera, con quei magnifici cangianti colori del cielo. Il cielo bellissimo di Catanzaro, sempre chiaro, sempre celeste, per il vento buono che lo pulisce e lo rischiara. C’erano, quindi, i presenti e gli assenti. C’erano quelli che non son potuti venire e quelli che verranno. C’erano tutti. I padri e i figli. Di oggi. E i padri e i figli, di ieri. C’erano don Mico Tarzia, Bebè Lomoio, Lelé Passafaro, Sasà Leotta e tanti altri. E c’era mio papà, che seguiva, alle domeniche, la squadra, attaccato alla radiolina, che a volte faceva le bizze interrompendo il collegamento con le cronache dell’indimenticabile Emanuele Giacoia o le voci alternate de” Il Calcio minuto per minuto.” Questo Catanzaro è una forza. Una forza vera. Perché è vita di popolo. E stigma d’amore. È simbolo d’identità. È colori di vitalità. È parte della storia della Città. Catanzaro e questo popolo meritano la posizione che nella storia la Città, umile e geniale, coraggiosa e combattiva, si è meritata per sempre. Arriveranno sì. Arriveranno, questi risultati.

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Ma non dovranno, però, essere soltanto calcistici o sportivi. Devono essere totali e unitari. Devono essere quelli della Catanzaro civile anche. Una squadra senza Città, può vincere una partita, un campionato, ma sarà sempre una vittoria fragile. Passeggera. Una squadra forte nella Città forte, sarà vincente comunque. E stabilmente. Una squadra ricca in una Città ricca, sarà insieme a questa ricca e prosperosa. Di quella ricchezza che costruirà progresso e nuova civiltà. Cultura. Cittadinanza. Democrazia. Per questo ho parlato, ancora una volta, di popolo e non di tifosi, di cittadini accesi e non di ultras. Perché spero tanto che questo agonismo, questo amore per i giallorossi, questa partecipazione costante e pagata a colpi di sacrifici enormi di ciascuno, diventi senso attivo di appartenenza. Di orgoglio catanzarese. Di coscienza critica verso i bisogni e le prospettive del Capoluogo. Voglia sfrenata di essere, tutti insieme, il cuore della Politica che voglia, con le forze della Democrazia, portare Catanzaro, tutta intera, alla guida della Calabria, affinché quest’ultima diventi protagonista dello sviluppo del Mezzogiorno.

Ai pochi irriducibili anti cosentini, anti reggini, anti lametini e anti crotonesi( calcisticamente, almeno, parlando), mi permetto di ricordare, ovvero significare, che quando in Calabria, eccezioni a parte, tutti tifavano, specialmente gli emigrati al Nord, per il nostro e loro Catanzaro, è perché credevano in questa Città. Nel suo ruolo fondamentale per la rinascita e il riscatto della terra di Calabria. Torniamo a stare insieme. Restiamo uniti. E, gridiamolo forte, Viva il Catanzaro e tutte le squadre corregionali. E sia forte e autorevole e orgogliosa e fiera Catanzaro, la Città della Regione. La Città più bella del mondo.

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