Franco Cimino: "Risparmiamoci l'inutile guerra del Consiglio: si elegga il presidente di tutti. E che sia bello"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Franco Cimino: "Risparmiamoci l'inutile guerra del Consiglio: si elegga il presidente di tutti. E che sia bello"
Franco Cimino
  26 luglio 2022 13:58

di FRANCO CIMINO

 Tranne che con Valerio Donato, a cui ho detto, comunque, indirettamente apprezzando il suo primo intervento in Aula, ho parlato con tutti i maggiori protagonisti di quest’ultima campagna elettorale. In ultimo, anche ieri sera con quel leader emergente della politica calabrese, non solo quindi cittadina, attraverso una lunga, intensa, interessante, conversazione su temi di grande sensibilità, non solo politici.

Banner

A tutti ho detto, per primo al sindaco, che sarebbe un errore gravissimo e carico di insanabili conseguenze, fare dell’elezione del presidente del Consiglio Comunale, un altro terreno di scontro tra gli schieramenti, che già se le sono date di santa ragione, tanto da chiudere ambedue con una reciproca vittoria e, insieme, una reciproca sconfitta se non sarà impiegato da tutti buon senso ed equilibrio. Del secondo tempo di una partita durissima, e a tratti cattiva, la Città non ne avverte affatto alcun bisogno.

Banner

Fare affidamento sui catanzaresi stanchi e lontani, o in vacanza sfiancati dal caldo, per coprire il teatrino che oggi si è ripetuto in aula con il nulla di fatto programmato, rappresenta una mera illusione sulla interminabile pazienza o indifferenza dei cittadini verso i giochi di palazzo. È vero che giovedì prossimo, in terza seduta, potrebbe uscire, se sarà garantito il numero legale, il presidente con una maggioranza semplice e appena risicata, faticosamente trovata o conservata sul tavolo delle diverse contrattazioni con singoli consiglieri. Ma proprio per questo sarebbe un errore, perché lascerebbe sul terreno quelle pesanti tensioni che un presidente “ costruito” di parte, se anche avesse qualità eccezionali, non riuscirà a sanare.

Banner

Prima che cercare i soliti “ responsabili” , di cui da anni abbonda il palcoscenico sgangherato della politica italiana, di cui abbiamo l’ultima drammatica evidenza nella farsesca conclusione della legislatura del Parlamento, occorre cercare la Responsabilità. Una Responsabilità che oggi, più che un elemento astratto, si presenta come valore e atto fondamentale della Politica. Specialmente, a Catanzaro, dove da lungo tempo manca.

Questa responsabilità primaria è verso le istituzioni. La prima di Catanzaro è il suo Consiglio Comunale, che deve tornare a essere luogo privilegiato della Politica e della vita amministrativa. E la casa senza porte e con le pareti di vetro, di tutti i gli abitanti, nessuno escluso. In particolare, i poveri di tutto, i senza casa e i senza fissa dimora. Gli anziani e le persone sole, da abbandono. Oltre le tante funzioni e quel ruolo di neutralità quasi statuito da regole certe e chiare, dove neutralità non significa indifferenza ovvero equidistanza dalle diverse sensibilità, oggi il Consiglio, nella sua interezza ha il compito straordinario di favorire processi che conducano alla ricostruzione della Politica, degli spazi in cui realizzarla attraverso il libero confronto, e quelli più ampi della costruzione dell’unità possibile, ma necessaria e urgente. Unità delle ricostruite forze politiche, unità tra i cittadini e tra questi e le istituzioni.

Un lavoro delicato, questo, cui dovranno dare il massimo dell’impegno, congiuntamente e nella reciproca inviolabile autonomia e indipendenza, sia il sindaco, la cui sensibilità è nota, sia il nuovo presidente, anche al femminile, la cui sensibilità ed equilibrio dovranno essere anche garanzia di autonomia ed equilibrio dell’alta istituzione. Responsabilità vuole anche che i tre candidati a sindaco, in essi quello che vi è diventato con le grandi speranze di cambiamento suscitate, si parlino chiaramente e apertamente, e propongano(naturalmente dopo le loro consultazioni democratiche), il nome, anche tra quelli finora circolati, su cui realizzare la più larga convergenza di consensi. Siamo in piena emergenza economica e sanitaria anche noi, Città e Regione, e, come tutti le comunità nel mondo, siamo circondati da mille guerre. Diamoci una tregua,almeno noi.

C’è tempo per le nostre guerre, risparmiamoci questa. La più inutile, la guerra del Consiglio agguerrito e dei consiglieri disarmati. E si aiuti, anche in questo modo, il Sindaco e la sua giunta ad amministrare bene. I problemi non vanno in vacanza. E non nuotano felicemente nel nostro mare, bello ma non sempre pulito e profumato. 

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner