Frank Santacroce (FI) incalza il consiglio regionale sulla stabilizzazione dei giudici onorari

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Frank Santacroce
  26 maggio 2021 22:19

"I circa 5mila magistrati onorari di cui si avvale oggi il sistema giuridico italiano non godono degli stessi diritti dei loro colleghi ordinari e pur svolgendo, di fatto, le funzioni tipiche dei giudici o dei pubblici ministeri, essi esercitano la giurisdizione per un periodo di tempo determinato e ricevono soltanto un’indennità per l’attività svolta. Per tale ragione urge regolamentare la loro stabilizzazione".

Esordisce così Frank Mario Santacroce, responsabile provinciale del dipartimento giustizia di forza Italia e per un breve periodo consigliere regionale nella presente legislatura.  

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"Sono stati investiti sempre di più di maggiori responsabilità, ma senza mai ricevere il giusto riconoscimento né un adeguato trattamento economico, né di tutele assistenziali, assicurative e previdenziali. Stando ai dati forniti dal Ministero della Giustizia - spiega Santacroce, solo nel 2020 sui tavoli dei magistrati onorari sono arrivati più di 900 mila ricorsi civili e 150 mila procedimenti penali. Chiamati sempre più spesso a sopperire alle carenze di organico proprie della magistratura ordinaria, i giudici onorari sono stati investiti di maggiori responsabilità, a cui, però, non ha mai fatto seguito il giusto riconoscimento né di un adeguato trattamento economico, né di tutele assistenziali, assicurative e previdenziali. Vista la funzione di primo piano esercitata da queste figure è doveroso una loro stabilizzazione professionale. Tanto più che il governo ora sta studiando una modifica sostanziale dell’ordinamento giudiziario. In tal senso l’invito al consiglio regionale della Calabria di seguire l’esempio dell’assemblea piemontese che ha approvato in Consiglio regionale l’ordine del giorno che impegna la giunta ad attivarsi presso il governo affinché vengano poste in essere misure a sostegno dei magistrati onorari. Un segnale che se ripetuto dalle assemblee regionali può far comprendere di più come il tema sia caro a tutta la società civile perché amministrare serenamente la giustizia significa vivere meglio. Seppur il governo sta manifestando forte attenzione alla problematica e in particolare il sottosegretario alla giustizia Francesco Paolo Sisto stia affrontando la problematica con assoluta diligenza e buoni propositi - conclude Santacroce - è necessario però un’accelerazione e tempi brevi per risolvere definitivamente il problema in modo da garantire alla giustizia italiana stabilità e certezza anche verso chi è destinato ad amministrarla".

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