Furriolo: "Il futuro del Supercinema tra silenzi e richiami agli amori perduti"

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  15 marzo 2026 12:27

di MARCELLO FURRIOLO

Ogni tanto mi capita di ricordare che Roma dista da Catanzaro 600 Km, circa un’ora di aereo e, purtroppo ancora, più di quattro di treno. Una distanza a volte incolmabile, anche con il cuore e la mente. Una difficoltà che vivono anche intellettuali raffinati e appassionati come Gianni Amelio, Piero Bevilacqua, Pino Pavone quando volgono lo sguardo alla città di Catanzaro, da cui si sono allontanati da troppi anni. E non sfugge alla dura legge del tempo e dello spazio neanche il fraterno amico Sergio Dragone, che come pochi conosce la storia e le vicende di Catanzaro, che rimane la sua città, in ogni avverbio e in ogni aggettivo dei suoi puntuali interventi a distanza.

Questa volta il tema è il destino del Supercinema che abbiamo cercato di portare all’attenzione di una platea più allargata, non dei soli frequentatori seriali del piccolo “cinemino” sottocasa. Lo abbiamo fatto entrando in sala in punta di piedi, senza creare frastuono per non disturbare “i dormienti”. Ma soprattutto per il dovuto e grato rispetto per tutti quelli, Alessandro, Andrea, Luigi, Maurizio, Umberto, che, ad oggi, hanno avuto la disponibilità e l’impegno di consentire, pur tra mille difficoltà finanziarie e tecniche, che scendesse il buio in sala e lo schermo si illuminasse di immagini, storie, emozioni, volti e fantasia. Senza buonismi melensi.

Ovviamente concordo pienamente con Sergio (LEGGI QUI LA RIFLESSIONE DI SERGIO DRAGONE)  sull’ Amministrazione comunale sonnolente ed ecco perché non l’ abbiamo chiamata in causa per un’opera di salvataggio che difficilmente sarebbe in grado di realizzare. Anch’io credo poco alle raccolte fondi popolari per sostenere l’arte, la cultura, lo spettacolo. Ma ancora di meno credo all’intervento salvifico di imprenditori illuminati che arrivano da fuori per regalare a Catanzaro, quello che i catanzaresi hanno difficoltà a difendere. La vicenda del S. Anna Hospital, impropriamente richiamata da Sergio, è emblematica di un approccio ai problemi della città, tantissimi e molti di non facile soluzione, superficiale, forse opportunistico, sicuramente fuorviante.

Diversa cosa è il ruolo dell’UMG e dell’amico Giovanni Cuda, al quale, da ultimo in occasione della straordinaria cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria a Don Mimmo Battaglia, Prete degli ultimi e, quindi, ancora di più dei cittadini catanzaresi, ho rassegnato affettuosamente alcuni miei liberi pensieri per tentare di recuperare il dialogo e il ruolo dell’Università nei confronti di Catanzaro. Ricevendo, ritengo, un sincero ringraziamento. Staremo a vedere.

Ecco, allora, se effettivamente ci sono imprenditori illuminati che vogliono restituire alla città parte infinitesimale di quello che la città ha generosamente offerto loro, prendano in mano, togliendolo fuori dai cassetti ammuffiti del Comune e, forse, della Sovrintendenza, il faldone del rimpianto Cinema Masciari e lo restituiscano finalmente ai catanzaresi. Ancora meglio assieme a Giovanni Cuda e all’UMG. Facendolo rivivere come Cinema, Teatro e supporto didattico e culturale per gli studenti universitari, cancellando arzigogoli amministrativi populisti e in spregio alla sua storia. Recuperando, se necessario, il progetto, mi pare, della giunta di Rosario Olivo.

Questo sarebbe un autentico intervento “strutturale” e l’avvio di quel cambiamento puntualmente annunciato e sin qui clamorosamente disatteso.

Ah dimenticavo! Certo che il “Nuovo Cinema Paradiso” nel film capolavoro di Tornatore fa una brutta fine. Cambia il mondo, cambia la società e un piccolo paese della memoria non può difendersi dalle ciniche leggi del mercato. Pure a Catanzaro c’è stato un momento in cui si poteva ristrutturare il vecchio Comunale  su progetto del grande archistar Massimiliano Fuksas, che prevedeva una multisala e un piccolo centro commerciale. Anche in quell’occasione una politica inetta non seppe cogliere la straordinaria opportunità per far rivivere il centro storico.

Sergio sa benissimo, per esserne stato uno dei protagonisti, il grande tributo di stima che abbiamo riservato al Politeama a Giuseppe Tornatore, che rimane nella storia del costume e del cinema come l’autore di “Nuovo Cinema Paradiso”. E che per tutti quelli che amano il cinema, ma anche i luoghi del cinema e che sono sinceramente preoccupati per il futuro del piccolo Supercinema di Catanzaro, rimane un simbolo di memoria, affetto, nostalgia. Ma anche un richiamo agli amori perduti. Come i baci struggenti che si susseguono impetuosi sullo schermo nel vero finale del Nuovo Cinema Paradiso.

                                                                                              


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