
di SERGIO GAGLIANESE*
Ancora una volta il quartiere Gagliano è finito sulle pagine della cronaca per fatti che nulla hanno a che vedere con i valori della sua comunità. Purtroppo, da troppo tempo, il nostro quartiere sembra portarsi addosso un'etichetta ingiusta, quasi fosse destinato a essere ricordato solo per episodi negativi. È un marchio che pesa e che mortifica migliaia di persone oneste che ogni giorno lavorano, educano i propri figli e contribuiscono silenziosamente alla crescita della città.
Vivo a Gagliano da oltre trentacinque anni e conosco bene questa realtà. Per questo sento il dovere di dire che Gagliano è abitato soprattutto da persone perbene, famiglie che hanno trasmesso ai propri figli il valore del sacrificio, della legalità, dell'impegno e della dignità.
Accanto alle immagini della cronaca, oggi voglio contrapporre il sorriso di Nadia Paone, fresca vincitrice del David di Donatello. Una ragazza della nostra comunità che rappresenta il volto più autentico della Calabria che ce la fa. Nadia non proviene da una famiglia privilegiata o altolocata, ma da una famiglia normale, composta da persone oneste che, con amore e sacrificio, le hanno trasmesso quei valori che l'hanno accompagnata nel suo percorso umano e professionale.
Il suo successo non appartiene soltanto a lei e alla sua famiglia: appartiene a tutta Catanzaro e a tutta la Calabria. È la dimostrazione concreta che il talento, quando incontra il lavoro, la passione e i principi giusti, può raggiungere traguardi straordinari.
Proprio per questo mi sarei aspettato che le istituzioni cittadine dedicassero a Nadia il riconoscimento e la visibilità che merita. E mi sarei aspettato che il Magna Graecia Film Festival, che ogni anno accoglie sul suo red carpet artisti di fama nazionale e internazionale, trovasse uno spazio per celebrare una delle eccellenze nate nella nostra terra.
Per questo rivolgo un appello pubblico al patron del Magna Graecia Film Festival, Gianvito Casadonte, affinché voglia invitare Nadia Paone durante questa edizione del Festival e consegnarle un riconoscimento ufficiale. Sarebbe un gesto dal forte valore simbolico: significherebbe dire ai nostri giovani che la Calabria sa riconoscere e valorizzare i propri talenti.
Abbiamo bisogno di raccontare esempi positivi, di costruire una narrazione diversa della nostra terra. Perché la Calabria non è soltanto 'ndrangheta, cronaca nera o stereotipi. È cultura, talento, arte, sacrificio, professionalità e persone che, con il loro lavoro, danno lustro alla nostra regione in Italia e nel mondo.
Se vogliamo davvero cambiare l'immagine della Calabria, non bastano gli slogan. Bisogna avere il coraggio di valorizzare chi rappresenta il meglio di noi. Nadia Paone è uno di questi esempi. Ed è da esempi come il suo che dovrebbe ripartire il riscatto di Gagliano e dell'intera Calabria.
*La Tazzina della legalità
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