Gallo (Nuova Genesi): "Idee per un'efficace isola pedonale e un migliore centro storico a Catanzaro"

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images Gallo (Nuova Genesi): "Idee per un'efficace isola pedonale e un migliore centro storico a Catanzaro"
Bruno Gallo

  05 gennaio 2026 10:12

"Ho letto con interesse un articolo con il quale un nostro attento concittadino richiamava due brillanti idee che potrebbero contribuire a far rinascere la socialità di strada da tempo in un ambito urbano molto amato: il centro storico. Avendo il privilegio di presiedere il Movimento politico Nuova Genesi che segue con attenzione ogni vicissitudine che interessa la vita della Città, ho ripercorso le vicissitudini del concorso di idee bandito dall’amministrazione comunale con l’intento di ridare vita ad un luogo divenuto da decenni una sorta di simulacro imbiancato", scrive in una nota Bruno Gallo, presidente del Movimento politico Nuova Genesi.

"La geniale idea di pedonalizzare il tratto più significativo di corso Mazzini, - prosegue - restituendolo alla Città peraltro coperto, veniva premiata da una attenta giuria che confidava nella possibilità che un simile intervento potesse far dimenticare gli scempi di un passato per tutti noi doloroso per via delle tante discutibili scelte che hanno di fatto  cancellato la parte più significativa e nobile del cuore pulsante del centro storico cittadino. L’altra idea richiamata dall’attento osservatore, appariva invece come frutto della pervicace volontà di un primo cittadino proteso a praticare l’inquietante  fenomeno del benaltrismo, strategia peraltro ben nota alla pluralità di consiglieri comunali che silentemente lo accompagnavano assicurandogli di poter gestire in assoluta autonomia e libertà la res publica".

"Trattandosi di una delle tante iniziative non suffragate dal consenso popolare, - spiega - ignorava il passato e la centralità dei luoghi, apparendo agli occhi dei più come il solito esercizio inutile, inefficace e peraltro anche dispendioso … non rendeva di certo giustizia ad un luogo storico che merita di essere riqualificato con l’impegno ed il rispetto che si deve a chi è caduto in guerra, sic! Sarebbe stato doveroso rendere pubblico l’iter amministrativo osservato per dotarsi della brillante idea, che avrà di certo comportato un impegno di spesa posto a carico dei fondi di bilancio comunale e quindi, dei tanti concittadini che con il loro silenzio assistono alle selvagge devastazioni registrate nel corso degli ultimi cinquant’anni".

"Rammento a me stesso che intorno alla metà degli anni settanta, - prosegue ancora - per provare a mitigare i disastrosi esti della catastrofica demolizione dello “stretto” venne bandito un concorso di architettura piuttosto partecipato per via dei ricchi premi che sarebbero stati assegnati ai primi qualificati (cento milioni di vecchie lire); tra i tanti prestigiosi concorrenti, si registrava la presenza di un giovane promettente architetto che rispondeva al nome di Massimiliano Fuksas, professionista oggi universalmente riconosciuto come autentica archistar che, tuttavia, non ebbe il privilegio di rientrare  tra i premiati. Considerato che l’ambito trattato dal geniale architetto Rotella ricalcava sostanzialmente l’area interessata dal concorso di idee degli anni settanta,  non sarebbe stato doveroso andare a rivedere i contenuti delle tante proposte custodite nei meandri comunali, piuttosto che coinvolgere nuovi tecnici che poco hanno da offrire alla Città? E’ ragionevole poter ritenere che tra le molteplici idee di quel  concorso poteva rinvenirsi una soluzione migliore della brillante idea proposta da Rotella?"

"Confidando nell’etica e nella coscienza dei tanti che con ossessione giurano di operare per il solo bene della Città, - evidenzia - restiamo in attesa di conoscere le sorti dell’area Green che, ancora una volta la si vorrebbe rimbiancare come si trattasse di un simulacro da custodire e preservare, piuttosto che un’area viva da restituire alla Città con interventi innovativi volti a suscitare l’interesse del fruitore. La domanda sorge spontanea: in che modo può rinascere la socialità di strada in un luogo stravolto dalla incapacità degli uomini? e ancora,  che azioni occorre attuare per far rivivere quel contesto? Ai tanti amministratori che intendono far passare l’idea che si tratti di un problema di difficile soluzione, suggerirei di documentarsi sulle straordinarie analoghe iniziative attuate nei tanti centri storici italiani tornati alla vita grazie a semplici ma efficaci interventi che oltre a valorizzare la qualità della vita dei residenti hanno guardato allo sviluppo economico delle attività commerciali presenti in quei quartieri".  

"Per riuscire ad apprezzare le modalità adottate per far rinascere luoghi storici non più vissuti, è necessario comprendere che occorre abbandonare l’idea di dare corso ad interventi di tipo conservativo, puntando invece sul concetto di attrattività turistica, capace di valorizzare i contesti urbani che vengono restituiti alle collettività come spazi nuovi da fruire in libertà e la soluzione più praticata al mondo è la destinazione ad isole pedonale corroborata da interventi puntuali che caratterizzano ed esaltano la curiosità e l’interesse del visitatore. Riesaminando le proposte progettuali ritenute “geniali” dall’attento autore dell’articolo che mi ha coinvolto, va affermato il nostro interesse a sostenere l’idea di rendere pedonale quel tratto di corso che diventa ancor più attrattivo con la creazione di una copertura improntata nel segno della leggerezza con trasparenze che favoriscono una intervisibilità che fa intravedere il cielo; l’inserimento di opere d’arte che hanno di fatto reso la nostra Città come l’incubatore più importante del “contemporaneo” farebbe il resto. Fintanto che gli amministratori continueranno a restare ostaggio dei commercianti di quel luogo, il centro storico sarà destinato a rimanere un brutto sepolcro, tuttavia periodicamente rimbiancato!" conclude.

 


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