
di DOMENICO LANCIANO
A giorni inizieranno le scuole pure nel profondo Sud, in Calabria. E l’Università delle Generazioni formula i migliori auguri agli studenti e ai loro docenti. A tutti segnala un libro fondamentale per la formazione individuale e collettiva. Infatti, con il recente libro “Genesi della Calabria antica (dalla Prima Italia alla Brettia)” edito da Rubbettino nell’ottobre 2025, in 238 pagine, Luigi Michele Perri, pluripremiato giornalista e scrittore calabrese, intende spiegare questa regione soprattutto ai giovani che frequentano le scuole secondarie di primo e di secondo grado; e, ovviamente, a tutti quei corregionali che, dentro e fuori i confini, vogliano capire meglio ed amare maggiormente (anche con giustificato orgoglio) la loro terra natìa, quella dei loro antenati, delle più profonde radici.
E’ altrettanto ovvio che tale narrazione storico-scientifica (ricca di note e di rimandi pure letterari) si rivolge a tutti i giovani italiani che intendano essere consapevoli di che valore plurimillenario abbia una nazione inizialmente multi-tribale, divenuta poi Stato unitario nel 1861 sotto quel nome “Italia” che, nato 3500 anni fa proprio in Calabria, rappresenta gli aneliti di intere generazioni ma anche una delle denominazioni più antiche del mondo.
Quello di Perri è un affascinante viaggio che inizia addirittura agli albori del mondo e dell’umanità per capire meglio la formazione persino geologica di una delle terre più ricche di biodiversità e di risorse che abbia l’intera area mediterranea; poiché se non si comprende la geografia non si può capire nemmeno la storia (specie oggi) con tutte le sue stratificazioni e ambizioni. Così si giunge alla nascita dei vari popoli della nostra Penisola e delle vicine Isole, i quali sentono il bisogno di identificarsi sotto un solo nome.
E Perri spiega minuziosamente le tappe che hanno portato il nome “Italia” a diventare valore e patrimonio comune, secolo dopo secolo, fin dal mitico Re Italo, esistito sedici generazioni prima della famosa guerra di Troia. Nessuno, finora, ha saputo riunire in una stessa semplice e accessibile narrazione tutte le più autentiche e convincenti fonti sul viaggio del nome Italia iniziato del quindicesimo secolo avanti Cristo. Infatti, Perri si è dimostrato davvero molto bravo e convincente nel farlo e resta, così, uno stabile punto di riferimento per chi voglia documentarsi bene, pure per approfondire il discorso della cosiddetta “Prima Italia” che soffre ancora di campanilismi anti-storici e anti-scientifici.
L’Autore poteva fermarsi qui, poiché il libro sarebbe risultato già completo nel discorso principale; ma ha voluto aggiungere pure il sesto capitolo, dedicato alla “Brettia” che però avrebbe potuto essere un discorso a parte. Ciò non toglie nulla alla nostra lode.
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