
Sette mesi senz’acqua. Non un disservizio occasionale, ma una crisi profonda e ormai strutturale che sta mettendo in ginocchio il Comune di Gimigliano. Da oltre mezzo anno i cittadini vivono tra rubinetti a secco, interruzioni continue e approvvigionamenti precari, in una condizione che l’amministrazione comunale definisce insostenibile e indegna di un Paese civile.
Il sindaco Laura Moschella punta il dito contro ARRICAL e So.Ri.Cal, accusate di una gestione inefficiente e fallimentare del servizio idrico. Una gestione che, secondo il Comune, ha prodotto solo disagi e promesse mancate, lasciando la popolazione senza un bene essenziale come l’acqua per giorni interi, in alcuni casi per settimane.
Negli ultimi giorni la situazione è ulteriormente precipitata con il blocco degli impianti dei pozzi di captazione, fermatisi per quattro giorni consecutivi. Un episodio che ha messo in evidenza tutte le fragilità di un sistema al collasso, aggravato da anni di investimenti assenti, approvvigionamenti insufficienti e manutenzione carente. Una crisi annunciata, che oggi esplode in tutta la sua gravità.
Nonostante il Comune di Gimigliano abbia aderito spontaneamente ad ARRICAL, l’amministrazione ammette di non essere più in grado di gestire un’emergenza che ha ormai superato ogni limite. Per questo il sindaco Moschella ha chiesto formalmente alla Giunta Regionale di assumere immediatamente la gestione commissariale del servizio idrico, ritenuta l’unica strada percorribile per garantire ai cittadini un’erogazione continua e sicura dell’acqua.
Una richiesta che richiama precedenti già verificatisi in Calabria, dove la Regione ha commissariato Comuni che non avevano aderito spontaneamente ad ARRICAL, nominando commissari ad acta per imporre l’attuazione dei provvedimenti previsti dalla legge. Oggi Gimigliano chiede lo stesso strumento, non per eludere responsabilità, ma per tutelare la salute pubblica e un diritto fondamentale.
«Non accetteremo più rinvii né scaricabarile», è la posizione netta dell’amministrazione comunale, che pretende interventi immediati, concreti e risolutivi. L’obiettivo è porre fine a una gestione che viene definita “unica” solo sulla carta, ma che nei fatti non ha ancora prodotto soluzioni efficaci per il territorio.
Intanto, a pagare il prezzo più alto sono ancora una volta i cittadini, costretti a convivere con disagi quotidiani, costi aggiuntivi e una qualità della vita fortemente compromessa. Per il Comune di Gimigliano il tempo delle attese è finito: l’accesso all’acqua non può più essere messo in discussione e servono decisioni rapide, chiare e responsabili per uscire da una crisi che dura ormai da sette mesi.
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