Gioia Tauro, container sospetti diretti a Israele, l’appello di USB e Orsa Porti: “Servono controlli immediati”

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  15 marzo 2026 17:01

"L’inchiesta pubblicata nei giorni scorsi dalla giornalista Linda Maggiori ha portato all’attenzione pubblica un possibile traffico di componenti militari destinati a Israele che coinvolgerebbe anche il porto di Gioia Tauro.

Secondo questa ricostruzione, basata sul lavoro di monitoraggio dell’organizzazione internazionale No Harbour for Genocide, un gruppo di container partito dall’India e diretto verso i porti israeliani di Port of Ashdod e Port of Haifa conterrebbe acciaio balistico o componenti per munizionamento destinati all’industria militare.

In questo quadro il porto di Gioia Tauro risulterebbe uno dei nodi logistici utilizzati per il trasferimento dei container lungo la catena del trasporto marittimo internazionale.

I container segnalati nei giorni scorsi hanno lasciato ieri il porto a bordo della nave MSC Lucy. La partenza della nave è stata anticipata di circa dodici ore rispetto al programma previsto.

Una circostanza che pone interrogativi legittimi: si è trattato semplicemente di operazioni portuali concluse con particolare rapidità oppure della volontà di evitare possibili controlli dopo le richieste di ispezione presentate alle autorità competenti nell’ambito di un’azione internazionale promossa dal movimento BDS (Boycott, Divestment and Sanctions) e dalle reti pro-Palestina di Italia, Spagna, Portogallo e Grecia?

Nel frattempo è attesa nel porto di Gioia Tauro la nave MSC Siena, proveniente dalla Spagna, che trasporterebbe altri tre container appartenenti alla stessa spedizione già segnalata.

Per questo chiediamo con forza che Dogana e Guardia di Finanza effettuino immediatamente le verifiche necessarie sui container in arrivo. Gli organi competenti sono già stati messi a conoscenza dei numeri identificativi dei container: effettuare i controlli richiederebbe poco tempo e permetterebbe di fare piena chiarezza su quanto sta accadendo.

In tutto il mondo i lavoratori della logistica e dei porti stanno sollevando il problema della propria responsabilità nella catena della guerra. Chiediamo ai lavoratori portuali di Gioia Tauro di non rendersi complici della filiera bellica e di rivendicare il diritto di non collaborare con operazioni che alimentano guerre, distruzione e massacri.

In molti porti del mondo lavoratrici e lavoratori hanno già scelto di non movimentare carichi destinati a conflitti armati quando esistono dubbi fondati sulla natura delle merci. Non si tratta di gesti simbolici, ma dell’affermazione concreta della dignità del lavoro e del rispetto dei principi fondamentali sanciti dalla Costituzione.

Per questo chiediamo che i container in arrivo con la MSC Siena non vengano movimentati fino a quando non saranno effettuati i controlli richiesti.

Allo stesso tempo è necessario dirlo con chiarezza: non si può scaricare tutta la responsabilità sui lavoratori. Non si può pretendere che siano solo i portuali a farsi carico di decisioni che riguardano scelte politiche, controlli istituzionali e responsabilità delle imprese.

Serve uno sforzo collettivo della società civile, delle associazioni, dei movimenti, delle realtà sociali e democratiche e soprattutto delle istituzioni del territorio per pretendere trasparenza e rispetto delle leggi.

Per discutere pubblicamente di questa situazione e coordinare le iniziative da intraprendere invitiamo tutte e tutti a partecipare a un’assemblea pubblica che si terrà lunedì 16 marzo alle ore 18.00 presso la Casa del Popolo “Giuseppe Valarioti” di Rosarno.

La questione riguarda il nostro territorio, il nostro porto, la sicurezza delle nostre comunità e il netto rifiuto di trasformare infrastrutture civili in ingranaggi delle guerre di saccheggio e di occupazione".

Or.S.A. Mari e Porti - USB Calabria

 


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