Giornata della memoria, all’IPSIA Ferraris di Catanzaro un viaggio nella Shoah per non dimenticare

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images Giornata della memoria, all’IPSIA Ferraris di Catanzaro un viaggio nella Shoah per non dimenticare

  27 gennaio 2022 14:44

Un viaggio lungo e intrinseco di riflessione quello iniziato una settimana fa dagli studenti dell’IPSIA Ferraris di Catanzaro, guidato dalla Dirigente, dott.ssa Elisabetta Zaccone. Gli studenti hanno intrapreso la strada della memoria attraverso immagini, colori, poesie, testimonianze, racconti, attingendo ogni informazione possibile dalla Storia, dalla Geografia, dal Diritto, dall’Italiano, ogni occasione è stata utile per esprimere il proprio disappunto nei confronti di un passato che non deve e non può più ripetersi.

Guidati dai docenti, i ragazzi hanno realizzato, con attività laboratoriali inclusive, cartelloni su quanto hanno visto e ascoltato, hanno costruito un dizionario digitale sulle parole della Shoah, partendo dalla A di Antisemitismo  fino alla Z di Zyclon B, diffondendo un ebook fruibile anche ad alunni con bisogni speciali. Hanno ripristinato una radio storica, hanno riprodotto il campo di concentramento di Auschwitz e hanno interpretato la poesia Shemà, tratta dall’opera autobiografica di Primo Levi “Se questo è un uomo”. Si sono messi in gioco ed impegnati per lanciare un messaggio di speranza da uomini del futuro “Affinché tutto questo non accada più”.

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L’impegno dei ragazzi e dello staff docente, il supporto costante della Dirigente, dott.ssa Elisabetta Zaccone, sono stati premiati dalla presenza, proprio nella giornata di giovedì 27 Gennaio, di due illustri ospiti, il Presidente del Comitato Provinciale dell’ANPI, Vallone Mario, e il Professore di Sociologia dell’UMG di Catanzaro, Charlie Barnao, che hanno assistito entusiasti alla restituzione del lavoro svolto dagli studenti, in preparazione alla Giornata della Memoria, ragazzi che hanno dimostrato una consapevolezza diversa nell’affrontare le tematiche connesse al periodo storico e sociale analizzato. L’intervento del rappresentante provinciale dell’Associazione Partigiani di Italia, ha avuto inizio con un ringraziamento alla scuola per aver avuto il coraggio di offrire ai propri alunni un momento di tale spessore, in vista del periodo storico.

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Egli ha invitato i ragazzi, soprattutto quelli in diretta streaming, a visitare le trenta tre tavole, concesse dall’ente stesso per qualche giornata, sulle Leggi Razziali. Il sig. Vallone ha spiegato come le scuole sono e devono essere il luogo privilegiato dove affrontare questi argomenti. Proprio verso le nuove generazioni è importante concentrare l'attenzione e l'impegno per far conoscere e non disperdere la memoria sul tragico periodo del nazifascismo. Ha sottolineato come non è possibile fare l’abitudine a quelle immagini viste tante volte, i forni crematori, i cadaveri ammassati, gli esperimenti sui bambini. Tocca a tutti fare la propria parte, tenendo ben in mente quello che dice la legge del 2000: “Giorno della memoria, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”. In concreto, ha invitato i ragazzi a non rendere un semplice slogan quel “Per non dimenticare mai più”, ma a testimoniarne ogni giorno l’impegno affinchè cessi ogni forma di violenza e di discriminazione.

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Di alto interesse l’intervento del professore Barnao, che ha condotto gli studenti verso una riflessione di natura sociologica, in particolare parlando fascismo e nazismo e sottolineando quanto ancora oggi siamo in condizione di rischio rispetto ad un fascismo perenne. Il professore ha, inoltre, risposto alle domande dei ragazzi, su quanto attuali giochi ed interazioni tra i giovani possano ricondurre ad un modello militarista e su come questo possa avere ricadute sulla persona e sulla sua educazione in quanto lontano dalla riflessione e dall’empatia. Ha, inoltre, affrontato, su richiesta dei partecipanti, una considerazione sulle possibili analogie e dissonanze tra il fenomeno della Shoah e quanto avviene oggi nei campi di detenzione in Libia.

Un finale rilevante e di alto livello culturale per gli alunni, che però “rappresenta solo l’inizio”, è quanto ci tiene a sottolineare la dirigente Zaccone, “questo non è che una delle numerose iniziative che mettiamo in campo per avviare alla riflessione i nostri studenti, nella consapevolezza che la scuola ha un ruolo di alta formazione professionale, ma soprattutto sociale e umana! La nostra scuola ospita diverse culture e i nostri ragazzi sono stati inviatati a riflettere su quanto oggi le condizioni di discriminazione razziale, di fanatismo religioso, di guerra generino ancora vittime e di come momenti come questi possono rappresentare occasione per dare un segnale di unione nel segno della solidarietà, della pace e della uguaglianza”. E’ bastato assistere all’evento conclusivo e guardare gli occhi dei presenti per capire come sia scoccata la fiamma dell’impegno, quello per cui, come scrisse Anna Frank, “quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo”!

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