Giornata mondiale dei nonni e degli anziani. Il messaggio di mons. Bertolone

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  24 luglio 2021 17:17

MONS. VINCENZO BERTOLONE


Il Santo Padre Francesco, in occasione della I Giornata Mondiale dei nonni e  degli anziani [25 luglio 2021], ci ha indirizzato un Messaggio intitolato “Io sono con te tutti i giorni”  (cfr Mt 28,20), per ricordarci che, in ogni tempo e a ogni ora del tempo, il Signore dei giorni vigila sulla  storia e sulle nostre esistenze, soprattutto quando esse sono cariche di esperienze e di giorni a motivo dell’età  avanzata: «Non importa quanti anni hai, se lavori ancora oppure no, se sei rimasto solo o hai una famiglia,  se sei diventato nonna o nonno da giovane o più in là con gli anni, se sei ancora autonomo o se hai bisogno  di essere assistito, perché non esiste un’età per andare in pensione dal compito di annunciare il Vangelo, dal  compito di trasmettere le tradizioni ai nipoti. C’è bisogno di mettersi in cammino e, soprattutto, di uscire da  sé stessi per intraprendere qualcosa di nuovo».

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È una chiamata generale ad un nuovo impegno. Non ci sono scuse, neppure quella dell’età avanzata. 
I più giovani e i piccoli, particolarmente in questi giorni di lenta e auspicata uscita dalla pandemia globale, 
hanno ancora tanto da imparare dai più anziani: «Non trascurare i discorsi dei vecchi,/ perché anch'essi hanno  imparato dai loro padri;/ da loro imparerai il discernimento/ e come rispondere nel momento del bisogno»  (Sir 8,9). In Calabria siamo in tanti coloro che, avanzati negli anni e nell’esperienza, hanno ancora da dire e  da fare. I dati Istat ci ricordano che 1.947.131 i residenti al 1° gennaio 2019: 10,7 per cento di 75 anni e più rispetto all’11,7 per cento del Paese. L’incidenza di tale popolazione è mediamente più elevata nei comuni a  carattere montano. Il dato dei capoluoghi di provincia non si discosta molto dalla media regionale ad  eccezione di Crotone che registra un valore più basso dell’indicatore (7,8 per cento).
Cosa ci suggerisce il Papa in questa speciale giornata dei nonni e degli anziani? Invece di obiettare il 
peso degli anni, egli ci sollecita ad aprire «il proprio cuore all’opera dello Spirito Santo che soffia dove vuole. 

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Lo Spirito Santo, con quella libertà che ha, va dappertutto e fa quello che vuole». Inoltre, egli invita a co-edificare la nuova società, che tutti auspichiamo, anche dal punto vista socio-politico, su «tre pilastri: i sogni, la memoria e la preghiera. La vicinanza del Signore donerà la forza per intraprendere un nuovo cammino  anche ai più fragili tra di noi, per le strade del sogno, della memoria e della preghiera». 

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Tutti vi saluto e vi  benedico, carissime sorelle e carissimi fratelli anziani/anziane e nonni/nonne, 
con le parole conclusive del Papa: «Cara nonna, caro nonno, nel concludere questo mio messaggio, vorrei  indicare anche a te l’esempio del Beato – e prossimamente santo – Charles de Foucauld. Egli visse come  eremita in Algeria e in quel contesto periferico testimoniò «la sua aspirazione a sentire qualunque essere  umano come un fratello» (Enc. Fratelli tutti, 287). La sua vicenda mostra come sia possibile, pur nella  solitudine del proprio deserto, intercedere per i poveri di tutto il mondo e diventare davvero un fratello e una  sorella universale».

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