Girelli: "Dall'Ongaro sulla sua nomina al ROF, orgoglio infinito"

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Il Maestro Michele Dall’Ongaro ed il Presidente Emerito Giorgio Girelli

  29 agosto 2026 07:35

di Giorgio Girelli*

Conclusa la  XLVII edizione del Rossini Opera Festival. Inaugurato con un nuovo allestimento di Le Siège de Corinthe, diretto da Carlo Rizzi e messo in scena da Davide Livermore, due sono state le riprese di spettacoli-simbolo della storia del Festival: L’occasione fa il ladro, unica ma indimenticabile presenza al ROF di Jean-Pierre Ponnelle, uno dei  maestri della regia lirica del Novecento, diretta da Alessandro Bonato; La scala di seta, messa in scena da Damiano Michieletto -  uno dei più significativi registi contemporanei che proprio a Pesaro si è rivelato avviando la propria ascesa internazionale – e diretta da Iván López-Reynoso.  

Ed  è terminato inoltre il debutto del suo nuovo presidente, il maestro Michele Dall’Ongaro.  Accanto dunque ai positivi risultati conseguiti anche quest’anno dal sovrintendente Palacio, dal direttore artistico Florez e dal direttore generale Della Chiara insieme ai lorovalidi collaboratori, si affianca il felice esito dell’opera del celebre nuovo arrivato.  Confermando così il lusinghiero giudizio espresso dal sindaco Biancani quando nel dicembre dello scorso anno  firmò la sua nomina: «L’ho scelto perché è una figura d’eccellenza, con una lunga e prestigiosa carriera”. E Dall’ongaro di rimando commentò: «Orgoglio infinito. Frequento il Rossini Opera Festival dai tempi di Zedda, Mariotti,  e me ne sono occupato in Rai. È uno dei Festival più richiesti all’estero, una manifestazione che riempie di gioia chi si occupa di musica, e una città intera che ospita il mondo di Rossini, un grande Genio». Compositore, pianista, docente e manager culturale, Dall’Ongaro è stato presidente e sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, una delle più rinomate istituzioni musicali al mondo, dal 2015 al febbraio 2025, succedendo a Bruno Cagli. Qui ha operato insieme a Gianni Letta, vice presidente, che poi ha incontrato di nuovo a Pesaro dove Letta ricopre la carica di presidente della Fondazione Rossini. Il suo percorso di musicista di fama prende avvio con i diplomi conseguiti al conservatorio “Santa Cecilia” (Roma) in composizione, musica elettronica, musica corale e direzione di coro, teoria e tecnica del canto popolare, per poi perfezionarsi sotto la guida di Aldo Clementi e Franco Ferrara.  Ha poi insegnato per 21 anni al conservatorio "Casella" dell'Aquila e al Conservatorio "Perosi" di Campobasso.  Dal 2008 al 2015 ha rivestito il ruolo di Sovrintendente dell'Orchestra Sinfonica della Rai di Torino. Notevole la sua attività compositiva.  E di rilevo  la  collaborazione con Luciano BerioGianni RodariVittorio SermontiLuca RonconiStefano BenniMichele SerraAlessandro BariccoEnnio MorriconeCarlo Cecchi.  Prolifico l’impegno di conduttore e autore radiofonico a Radio RAI.  Molto apprezzabili  le sue disponibilità e gentilezza nonchè  il suo afflato umano che  hanno creato pure a Pesaro attorno a lui un clima  di simpatia, ammirazione e consenso.

Encomiabile una delle sue prime visite pesaresi: al conservatorio Rossini, indice di  un riguardo e di un’ attenzione verso la famosa  Istituzione rappresentativa di un mondo musicale con cui il maestro Dall’Ongaro ha avuto prolungata frequentazione e di cui conosce bene il ruolo fondamentale (non sempre a tutti evidente)  nel panorama artistico. Nel caso specifico del conservatorio di Pesaro, poi, oltre ad avere “prodotto” grandi artisti, era lo stesso Franco Mariotti a dire: ”Senza il conservatorio non avremmo avuto la Fondazione Rossini e quindi neppure il Rossini Opera Festival”.

Ma i contatti di Dall’Ongaro con Pesaro non sono nuovi, sia per la assidua presenza al ROF, sia per la sua partecipazione al Senato, presente la presidente Alberti Casellati,  alla presentazione della  Fondazione “Cardinale Francesco Maria Del Monte”, promossa dall’economista pesarese Francesco Del Monte. Nella circostanza vi furono interventi di Gianni Letta, del vicesindaco Daniele Vimini e di famosi studiosi. Tra le altre attività, il cardinale Del Monte fu protettore, a Roma, della “Congregazione dei musici” che nel 1585 ottenne formale riconoscimento con la bolla Ratione Congruit di Sisto V, anch’egli marchigiano. E su questo tema  intervenne una dotta illustrazione di Dall’Ongaro che ricordò come  la “Congregazione”  diventò in futuro la  Accademia di Santa Cecilia,  di cui  proprio Michele Dall’Ongaro, nell’anno del convegno,  era presidente. Su Del Monte dall’Ongaro si è a lungo  brillantemente soffermato  evidenziando l’azione  intrapresa dal cardinale  per l’allestimento di nuovi organi in talune chiese e per favorire l’attività artistica dei componenti della Congregazione di cui era protettore. Altra connessione con Pesaro riguarda il fratello del cardinale, Guidubaldo Del Monte, condottiero e scienziato,  nato a Pesaro e su cui ha condotto studi anche  il compianto pesarese professor Enrico Gamba, esperto di storia della scienza. E proprio attraverso Guidubaldo sorse la amicizia del cardinale Del Monte con Galileo Galilei. Questi, in difficoltà economiche, fu in due circostanze, per il tramite di Guidubaldo, aiutato dal cardinale. Grazie a lui ebbe da Ferdinando I dei Medici la cattedra di matematica (1589) all’Università di Pisa e, nel 1592, all’Università di Padova. In occasione dello storico processo intentato contro il grande personaggio il cardinale prese le sue difese. Singolare poi l’aneddoto per cui, dopo aver ricevuto dallo scienziato pisano uno dei primi cannocchiali, il cardinale Del Monte suggerì a Galilei di provare ad impiegare in luogo del vetro il “cristallo di montagna”. Cosa che Galileo fece riscontrandone la validità.

*Presidente Emerito Conservatorio Statale “Rossini”