Girifalco. Affidamento del casello forestale di monte Covello, le opposizioni chiedono l'annullamento della delibera

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Il municipio di Girifalco
  13 agosto 2021 12:33

di MASSIMO PINNA

I gruppi consiliari di Girifalco  Una Nuova Era e ViviAmo Girifalco hanno presentato al sindaco Pietrantonio Cristofaro, al prefetto di Catanzaro Maria Teresa Cucinotta e al comandante dei Carabinieri di Girifalco, Felice Bucalo, una richiesta  di revoca in autotutela della delibera di giunta con la quale si affida la gestione del casello forestale di monte Covello.

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Carolina Scicchitano, Elisabetta Ferraina, Teresa Signorello e Mario Deonofrio, chiedono ed invitano la giunta a "voler immediatamente procedere alla revoca in autotutela di ogni atto sino ad oggi adottato e richiamato, trasferendo ogni valutazione innanzi all’Assise Consiliare e con invito alle altre Autorità in indirizzo di adottare idonei accertamenti ove ritenuti esistenti profili di illegittimità".

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Il perché è presto detto.

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"Si è potuto riscontrare che - si legge nella nota - che il Casello Forestale è parte di un complesso di strutture e spazi già oggetto di affidamento, per servizi turistici, salvaguardia ambientale etc, deciso e deliberato dal Consiglio Comunale di Girifalco, competente ai sensi dell’art.42 TUEL, che vide assegnataria la cooperativa sociale “Amici della Natura”; e che la Delibera di Giunta Comunale n.124/2021, asserendo addirittura che “il casello non viene utilizzato giacché mancante di alcuni elementi vitali per la vivibilità dell’ambiente (luce, vasche di depurazione, pulizia degli ambienti esterni)” da, oggi, mandato all’ufficio tecnico affinché proceda alla elaborazione di una manifestazione di interesse e alle successive fasi per l’affidamento delle attività turistica etc. etc..”"

Ed ancora, sottolineano "nonostante l’indirizzo ad esercitare pieni poteri gestionali, pare che l’Ufficio, con la pubblicazione della manifestazione d’interesse – senza indicare alcun criterio minimo di valutazione tecnica e quindi rendendo il bando un contenitore vuoto - si sia mantenuto nella fumosità di espressioni quali ”le ipotesi di riqualificazione, gestione ricevute serviranno ad orientare l’azione dell’Amministrazione, riguardo l’affido del predetto ambiente. Il presente avviso di manifestazione di interesse non vincola l’Amministrazione Concedente”, quasi a voler rimettere l’individuazione del futuro gestore nell’alveo discrezionale dell’organo politico, in netto contrasto coi principi di trasparenza richiamati dal bando, che comunque si riporta alla disciplina  del Codice dei Contratti";

A questo punto, "è evidente come l’attività del responsabile del servizio sia alquanto lacunosa e sia gli Uffici che la Giunta stanno agendo oltre le rispettive competenze, forse inconsapevoli di violare le disposizioni di legge e di statuto che regolano la materia: 1) l’affidamento di servizi e di beni immobili funzionali alla tutela della salute pubblica, alla salvaguardia della proprietà demaniale o a prestazioni, in ogni caso, di competenza dell’ente comunale è di esclusiva competenza del Consiglio Comunale (art.42 TUEL) che, sull’utilizzo di tale cespite, si è già pronunciato, in un’ottica di programmazione di sviluppo del territorio montano (non certo dell’investimento uti singuli); 2) lo scorporo del singolo immobile dalla convenzione attualmente in essere e il suo riutilizzo è argomento che deve passare dalla valutazione dell’assise consiliare poiché incide su un preciso indirizzo deliberato sempre dal massimo organo di governo del territorio e, in ogni caso, deve essere supportato da valide motivazioni e far parte di una precisa programmazione".

Per questi motivi, "il bando pubblicato il 03 agosto scorso assume - denunciano  - connotazioni inquietanti poiché vorrebbe recepire progettazioni a “scatola chiusa” da sottoporre successivamente al vaglio dell’organo politico che deciderebbe secondo criteri sconosciuti, stravolgendo il concetto di trasparenza richiamato nella premessa del medesimo atto".

Sul punto, "bene farebbe l’Ufficio a occuparsi prima di una riqualificazione ed agibilità dell’immobile, redigendo dettagliata relazione da comunicare al Consiglio Comunale, presupposto indispensabile affinché lo stesso possa successivamente essere reso fruibile da terzi".

Dunque, "molteplici appaiono, al momento, le violazioni di regole e principi che governano la gestione e cura della cosa pubblica. Per quanto precede, si chiede di voler immediatamente procedere alla revoca in autotutela di ogni atto sino ad oggi adottato e richiamato, trasferendo ogni valutazione innanzi all’Assise Consiliare e con invito alle altre Autorità in indirizzo di adottare idonei accertamenti ove ritenuti esistenti profili di illegittimità".
 

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