Green passo obbligatorio sul lavoro dal 15 ottobre: ecco cosa ne pensano i cittadini

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  16 settembre 2021 20:27

Dal 15 ottobre l’Italia sarà il primo Paese europeo in cui non si potrà entrare in fabbrica, in ufficio, negli studi professionali e in qualunque altro luogo di lavoro senza un green pass valido in mano.

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Duro il confronto con i leader sindacali ma il presidente Mario Draghi  ha raggiunto il suo obiettivo. Certificato verde dunque per tutti, dipendenti pubblici e privati. Il criterio adottato per definire il perimetro del provvedimento è quello dell’accesso ai luoghi di lavoro, metodo che tiene fuori pensionati, casalinghe, disoccupati.
Nel decreto sarà scritto che i lavoratori senza green pass saranno sanzionati anche severamente, ma non licenziati. 

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Cosa ne pensano i cittadini?  In merito all'estensione del Green pass sembrano quasi tutti d'accordo in quanto vedono nel certificato verde e soprattutto nei vaccini l'unica speranza per superare la pandemia.

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"È giusto renderlo obbligatorio cosi com'è giusto far pagare i tamponi a chi non vuole vaccinarsi " ci dice un cittadino   al mercato. Infatti adesso la battaglia è quella sul prezzo dei tamponi.  Al momento la decisione dovrebbe essere quella dei prezzi calmierati ma ci sono forze politiche che si battono per la loro gratuità. 

"Io mi sono vaccinato rischiando e tutti devono farlo, chi non vuole deve pagare il tampone perché non possiamo solo rischiare e pagate noi cittadini vaccinati" sottolinea un cittadino. Tutti, soprattutto i più anziani, credono fermamente nel vaccino e ci dicono che sulle conseguenze di questo "sarà Dio a decidere ".

Sembrano tutti abbastanza informati ma nessuno risponde alle domande relativa al fatto che il Governo debba o meno prendersi la responsabilità delle conseguenze sulla salute del vaccino. "Come vuole Dio,  fatto sta che dobbiamo farlo tutti e che come tutte le medicine non conosciamo con certezza le conseguenze" ci rispondono. 

Tra i tanti intervistati al mercato di Catanzaro Lido un cittadino ci spiega il perché a suo avviso siamo davanti ad atteggiamenti del Governo degni di "dittatura ". "Per una Repubblica è sbagliato imporre il vaccino,  se poi siamo in dittatura allora è una questione diversa ".

 

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