Greta Spreafico scomparsa 3 anni fa, "Chi l'ha visto" torna a Catanzaro nello studio del dott Montilla

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images Greta Spreafico scomparsa 3 anni fa, "Chi l'ha visto" torna a Catanzaro nello studio del dott Montilla
Greta Spreafico

  12 febbraio 2026 10:24

Era terrorizzata che qualcuno volesse farle del male. Aveva paura di essere rinchiusa in una struttura ed emarginata. Anche dalla sua famiglia.  E per questo aveva ingaggiato un investigatore privato.  Torna su "Chi l'ha visto" il caso di Greta Spreafico, la cantante di Erba sparita quasi quattro anni fa con la sua auto. Nonostante due persone siano state indagate, la Procura chiede nuovamente l'archiviazione. La famiglia si oppone e sostiene che il movente sia legato al testamento che Greta aveva redatto prima di sparire. 

In collegamento con Federica Sciarelli  Romina, l'amica di Greta, il fratello della cantante e l'intervista al dott Pasquale Montilla, oncologo clinico e consultant specialist di medicina interna di Catanzaro, che le ha restituto la vita detossicandola da metalli pesanti che aveva costretto Greta su una sedia e a sopportare crisi di ogni genere.

E' proprio dallo studio del dott Montilla che Greta "mostrerà" la sua nuova vita accanto all'allora fidanzato Gabriele Lietti ( indagato con il giardiniere Andrea Tosi).  E' felice, guarita. Sta bene  ed è pronta a ricominciare una nuova vita che si fermerà alle  5,16 del 4 giugno 2022 su una spiaggia.  Che Greta non fosse pazza lo ribadisce Romina e il dott Montilla che ripercorre la sua storia clinica.  "Era intossicata da metalli pesanti, contaminata da agenti chimici tossici da esposizione professionale. Presentava una  sensibilità chimica multipla e gli psicofarmaci che le avevano somministrato aveva solo peggiorato la situazione" sottolinea il  dott Montilla.   "Una ragazza splendida" alla quale l'oncologo catanzarese le aveva restuito la gioia di vivere.   

 Attivando " procedure ufficiali di certificazione, di assistenza medica e supporto. Individuata l'esposizione ad agenti chimici tossici da esposizione professionale abbiamo intrapreso - sottolinea Pasquale Montilla - un percorsi clinico diretto al controllo del danno neuroossidativo, molecolare e cellulare alla base della patologia. La paziente non ha subito in anamnesi alcuna odissea diagnostica o interpretazioni non univoche della condizione clinica tossicologica. Non vi è stata alcuna maniglia diagnostica interpretativa. E' stata trattata con farmaci che hanno determinato una inattivazione per antagonismo chimico di composti chimici inorganici e dei suoi tossici terminali. Tale biotrasformazione dei tossici neutralizzati per antagonismo chimico farmacocinetico ha ottenuto un immediato vantaggio clinico sulla paziente", ha concluso il dottore Montilla, forte anche di una video intervista rilasciata da Greta al nostro quotidiano on line, durante la quale si vedeva chiaramente la condizione della donna in ottima salute.

t.a.

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