
“Ti senti rispettato in questo quartiere?” “No, non mi piace niente. Spacciano. Vorrei cambiare i bulli. Migliorare la bellezza… non sappiamo come farlo, forse con l’amore”. Inizia con le voci dei bambini il racconto di una realtà complessa, raccolta attraverso un laboratorio che si occupa della registrazione di podcast all’Aranceto di Catanzaro, in collaborazione con la fondazione Albero della Vita. Un progetto nato per contrastare la povertà educativa, dove le domande non devono suonare come gli interrogatori della polizia o dei servizi sociali, ma come uno spazio libero per esprimere desideri e progetti futuri.
Maria Gabriella De Luca, attivista da oltre trent'anni, ha dedicato la sua vita alla comunità Rom di Catanzaro, in particolare quella di Via Lucrezia della Valle. Il suo viaggio è diventato oggi un libro, intitolato “La mia vita con i Rom. Storia di una scuola tra le baracche”, frutto di trentatré anni di ascolto, contatti diretti e storie vissute. “Quando sono entrata per la prima volta nella comunità è stato uno shock” ha raccontato l’autrice durante l’incontro coordinato da Matteo Scordamaglia, studente del Liceo Classico annesso al Convitto Nazionale “Galluppi” di Catanzaro, e da Massimo Iiritano, docente di storia e filosofia dello stesso istituto. “Ho ricevuto una ‘chiamata’ e ho deciso di non voltarmi dall’altra parte. Anche io avevo dei pregiudizi, ma la vicinanza fa la differenza”. Il testo, presentato nell’ambito del programma della XXIII edizione del progetto “Gutenberg”, rifiuta l'ordine cronologico per dare spazio alla purezza di una cultura prevalentemente orale, che non si può comprendere solo sui libri, ma che va vissuta sul campo.
Oggi i bambini Rom vanno a scuola, e questo è un successo rispetto al passato, ma il sistema mostra profonde crepe. L'inclusione non può dipendere da un incontro fortunato. “I bambini dicevano ‘io non sono adatto per la scuola’ e io rispondevo ‘è la scuola che non è adatta a te’”, ha spiegato l'attivista. Esiste una forma sottile di discriminazione che passa attraverso l'isolamento tra i banchi e l’emarginazione dalle attività scolastiche.
Il dibattito sull'integrazione si scontra spesso con l'antiziganismo e stereotipi radicati. I Rom vengono percepiti come un corpo estraneo, nonostante siano cittadini italiani a tutti gli effetti, residenti a Catanzaro fin dal 1400. “Fanno paura perché si muovono in gruppo”, evidenzia l’autrice, “ma si muovono in gruppo perché hanno paura di noi”. All'interno della comunità si vive inoltre un forte patriarcato; l'emancipazione femminile è complessa e spesso si manifesta con l'abbandono traumatico del nucleo familiare, un segnale di disagio che richiede percorsi di supporto strutturati e non giudicanti.
Attualmente l'attivista fa parte del gruppo “Stop ai ghetti”, impegnato nello sgombero del campo Rom di Lamezia Terme, uno dei più grandi della regione, nato dopo che le comunità, un tempo nomadi e libere, sono state costrette alla sedentarizzazione in quartieri-ghetto. L'intero operato di una vita viene riassunto da Maria Gabriella De Luca con disarmante umiltà: “Io non ho fatto nulla di speciale, ho solo messo in atto l'articolo 3 della Costituzione italiana”. Conclude affermando che il compito dello Stato è rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana, perché, come ricordava Don Milani “I diritti se non garantiti a tutti, diventano privilegi”.
A cura degli studenti e delle studentesse FSL “Editoria” del Liceo Classico annesso al Convitto Nazionale “P. Galluppi”
QUI tutto il programma della XXIII Edizione
https://gutenbergcalabria.it/wp-content/uploads/2026/05/PROGRAMMA-GUTENBERG-2026.pdf
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797