“I classici oggi”/6. Da dove derivano i nostri nomi e cognomi?

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Dionysos fidia
  04 febbraio 2022 17:40

 di MASSIMILIANO LEPERA 

Quanti si sono veramente chiesti da dove derivi il loro nome o cognome? Oppure cosa significhi un determinato luogo e perché si chiami proprio in quel modo? Ebbene, pur facendo soltanto qualche esempio a titolo informativo, qui si vuole dimostrare come anche la nostra anagrafica spesso possa essere rivelatrice di mera classicità. Tralasciando l’enorme quantità di nomi, oggigiorno sempre più in uso, di matrice cristiana o addirittura esotica (Chantal, Chanel …), restano non pochi quelli di matrice classica. Per esempio, un nome molto comune in Italia è Antonio. Molti possessori di tale nome sicuramente non sapranno che dietro vi è nascosta la bellezza del “fiore”, o almeno questa è una delle tante ipotesi: ?νθος (ánthos) è il sostantivo greco che rappresenta ciò. Altra ipotesi, invece, è che deriverebbe dal nome della gens latina Antonius, di probabile origine etrusca e di significato incerto. E Andrea? Ancora una volta etimologia greca, dal sostantivo ?νδρε?α (andreía), “coraggio, virilità, valore”, nonché da ?ν?ρ ?νδρ?ς (anér andrós), “uomo”.

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Oppure, ad esempio, Elio e Selene rappresentano il sole e la luna: il primo da ?λιος (hélios) e la seconda da σελ?νη (seléne). E ancora, Gaia rappresenta per il greco la terra (γα?α (gaîa), sostantivo ionico e poetico per γ? (ghê), mentre Eros l’amore (?ρως) (éros). Spostandosi al latino, invece, Clara rappresenta ciò che è chiaro, brillante, sereno, famoso (dall’aggettivo clarus), Flavio chi è biondo o rossastro (da flavus), Fausto chi è “fortunato, propizio, felice” (da faustus), Alba il colore bianco, chiaro (dall’attributo albus, ma anche dal sostantivo neutro album, da cui il nostro italiano album, che si ricollega all’insieme di fogli bianchi, oppure l’albume dell’uovo, che è appunto di tale colore).

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Dafne, poi, oltre a richiamare l’illustre mito di Apollo e Dafne, indica proprio la pianta cara al dio, ovvero l’alloro (δ?φνη) (dáphne), con chiara allusione alla trasformazione della ninfa in ciò che Apollo, da quel momento in poi, avrebbe sempre venerato (in latino, appunto, laurus, da cui la laurea prende il nome, con simbolo la corona d’alloro, già dai tempi posta sul capo di coloro che compivano imprese memorabili, sia sportive sia civili sia belliche). Calogero, molto utilizzato in Sicilia, è quasi un nome parlante, che augura una buona vecchiaia (da καλ?ς (kalós), “bello, buono”, e γ?ρος (ghêros), “vecchiaia”).

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Lo stesso scrivente porta un nome composto da due illustri personaggi del mondo latino: Maximus, in onore di Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore, protagonista della seconda guerra punica contro Annibale, e Aemilianus, per Lucio Emilio Paolo, vincitore a Pidna nel 168 a.C. durante la terza guerra macedonica. Si può citare poi qualche cognome, come Sutera, ricollegabile probabilmente al greco σωτ?ρ (sotér), “salvatore”, già appellativo di alcuni sovrani d’Egitto durante il regno dei Tolomei. O ancora Spena, che con qualche modifica e trasformazione deriverebbe forse da δ?σποινα (déspoina), “padrona”.

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