I professori di Diritto delle Università italiane condannano l’intervento militare in Ucraina e auspicano la pace

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  27 febbraio 2022 21:28

Contro l’intervento militare in Ucraina dura presa di posizione anche da parte della Conferenza delle Associazioni Scientifiche di Area Giuridica (CASAG), cioè dei professori di diritto delle università italiane. La mozione, approvata dall’assemblea dei soci, è firmata dal Presidente Maurizio Ricci, ordinario di Diritto del lavoro all’università di Foggia, e dal Segretario generale Pierluigi Consorti, ordinario di Diritto e religione all’Università di Pisa.

«La Conferenza delle Associazioni Scientifiche di Area Giuridica (CASAG) condanna il riconoscimento delle due repubbliche “indipendenti” del Donbass – si legge nella mozione -, il sostegno concesso a tali enti dalla Repubblica russa e l’intervento militare in Ucraina che si sono tradotti nella violazione di principi fondamentali del Diritto internazionale, quali la non ingerenza negli affari interni degli Stati, l’integrità e la sovranità territoriale e il divieto dell’uso della forza armata nelle relazioni internazionali». 

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«Mentre non è ancora possibile sapere con certezza se a questi illeciti si stiano coniugando violazioni dei diritti umani delle popolazioni civili interessate dal conflitto in atto e delle regole del diritto umanitario ad esso applicabili è certo che le operazioni in corso hanno già mietuto vittime, provocando enormi sofferenze per tutti i membri della composita società civile ucraina». 

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«In questo quadro, l’immediata sospensione delle operazioni militari e la cessazione delle violazioni sinora consumatesi costituiscono condizioni imprescindibili per il ripristino di una normale dialettica politico-diplomatica, volta a favorire soluzioni pacifiche del drammatico confronto in via di svolgimento». 

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«La CASAG auspica - conclude il documento - che il pieno rispetto dei valori fondanti della cultura giuridica europea, comuni alla Europa, dall’Atlantico agli Urali ed in primis della rule of law, possa allontanare lo spettro di un conflitto militare di ampia portata che torna ad aleggiare, a distanza di poco meno di ottant’anni dalla fine dalla Seconda guerra mondiale».

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