











Palazzo della Provincia, celebrata l'assise provinciale alla presenza di Ruocco e Pignataro: l'obiettivo è scardinare il sistema di potere della destra.
20 giugno 2026 15:27di GUGLIELMO SCOPELLITI
La sinistra catanzarese compie il suo passo decisivo e si struttura ufficialmente nel territorio. Il primo congresso provinciale di Sinistra Italiana, riunitosi nella Sala delle Culture di Palazzo di Vetro, segna uno spartiacque politico non solo per la vita interna del partito, ma per l'intera coalizione progressista dell'area centrale della Calabria. Tra le mura della Provincia si respira l'aria delle grandi occasioni: una sala gremita, un dibattito denso di contenuti ideologici e programmatici, e la chiara volontà di lanciare una sfida aperta a quel blocco di potere di centrodestra che governa la Regione.
A tracciare la rotta è la relazione introduttiva di Francesco Tallarico, che spazia dallo scenario internazionale alla necessità di un forte radicamento locale. “Il nostro partito deve conquistare la fiducia degli elettori attraverso una comunicazione chiara e immediata, implementando la partecipazione di chi si sente lontano dai luoghi decisionali”, insiste Tallarico, che lancia una dura critica alle formule neoliberiste del recente passato, come il Jobs Act, rivendicando la necessità di misure strutturali a difesa del lavoro e della dignità sociale.
Il dibattito si scalda con l'analisi cruda e realistica dei dati. Gianmichele Bosco, presidente del Consiglio Comunale di Catanzaro, scuote la sala mettendo sul tavolo i numeri drammatici dello spopolamento calabrese. “Perdere decine di migliaia di abitanti è una sconfitta politica prima ancora che demografica”, avverte Bosco, evidenziando che le persone fuggono quando il territorio smette di garantire diritti essenziali e prospettive di futuro. Sulla stessa linea di forte denuncia sociale si inserisce Elisabetta Tricozzi, segretaria del circolo regionale con delega alle politiche sociali, che si sofferma sull'impoverimento delle famiglie calabresi: “Dietro ogni numero c'è una famiglia che rinuncia a vivere. Combattere la povertà non è un atto di carità, ma di giustizia e intelligenza politica”.
Particolarmente toccante e appassionato l'intervento di Davide Zicchinella. Il medico e dirigente politico richiama i veri valori della patria, ribaltando la retorica della destra: “I nostri veri compatrioti sono gli ammalati che non riescono a fare una visita medica, i lavoratori precari, gli insegnanti della scuola pubblica”. Zicchinella, attingendo alla sua esperienza in Africa, demistifica lo slogan del "aiutiamoli a casa loro" e sottolinea come la solidarietà e l'accoglienza debbano rimanere fari insostituibili dell'azione politica della sinistra.

Il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, porta il saluto dell'amministrazione comunale rivendicando, con un pizzico di orgoglio, l'anomalia della sua giunta. “Pur senza una maggioranza precostituita, non abbiamo mai ceduto su principi e visioni”, sottolinea il primo cittadino, ricordando l'apertura del primo asilo nido pubblico nel quartiere Aranceto e l'imminente patrocinio al Pride. Fiorita non nasconde i limiti della politica locale, schiacciata da personalismi e micro-interessi, e richiama i presenti all'unità: “Con molti di voi abbiamo salito le scale del Comune cantando Bella Ciao. Dobbiamo continuare a costruire insieme la città che desideriamo”.

Le conclusioni politiche sono affidate a Fernando Pignataro, segretario regionale, e Francesca Ruocco, della segreteria nazionale. Se Pignataro esprime enorme soddisfazione per la crescita di una classe dirigente giovane e motivata in una terra difficile come quella catanzarese, Ruocco delinea l'orizzonte nazionale e locale di Alleanza Verdi e Sinistra. “L'alternativa ecosocialista parte dai territori”, chiarisce la dirigente nazionale, aggiungendo che “l'unità del campo progressista per battere la destra si costruisce su pochi e chiari temi: salari dignitosi, sanità e istruzione pubblica, difesa dei beni comuni”.

Tra i presenti si registra una diffusa fiducia per il percorso avviato. Il neonato coordinamento provinciale, che vede in prima linea figure come Fabiola Scozia e Giulia Grandinetti, esce da questo congresso con un mandato chiaro: federare le tante piccole cellule sparse nei comuni della provincia, dai borghi più piccoli alle aree urbane, per offrire un punto di riferimento credibile e dare una nuova casa politica a chi non si arrende al declino della Calabria.
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