
di GAETANO MARCO GIAIMO
Un'importante iniziativa per accendere i riflettori su una problematica ancora troppo poco attenzionata è stata presentata questa mattina a Catanzaro. Il Centro Calabrese di Solidarietà Ets - Centro Antiviolenza Mondo Rosa, grazie ai finanziamenti regionali provenienti dal Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, ha illustrato dalla sua sede amministrativa gli obiettivi di "Oltre - Inclusione, accesso, diritti". Il progetto ha come scopo il rafforzamento della capacità della rete territoriale di riconoscere, intercettare e accompagnare le donne con disabilità vittime di violenza, promuovendo servizi sempre più accessibili, inclusivi e capaci di rispondere ai bisogni di una delle fasce più vulnerabili della popolazione.

"Doppia vulnerabilità, pari diritti" è lo slogan del progetto: attraverso seminari volti a rafforzare il dialogo tra i diversi soggetti della rete territoriale, si vuole promuovere una lettura intersezionale del fenomeno che tenga insieme violenza di genere, disabilità, autonomia personale e diritti per rendere i percorsi di accoglienza realmente accessibili. "Per la prima volta proviamo a fare un'operazione inversa, avvicinando la comunità alle donne che vivono in queste condizioni invece che portarle in casa rifugio", ha sottolineato la Presidente del Centro, Isolina Mantelli, "dobbiamo anche concentrarci sulla formazione degli operatori che sono a contatto con loro ogni giorno per riconoscere gesti e reazioni che evidenziano una violenza subita. Non conosciamo i numeri di questo fenomeno, ne veniamo a conoscenza solamente dai giornali quando succede qualcosa di eclatante".
Il progetto “Oltre” prevede un articolato percorso di formazione specialistica per le operatrici dei Centri Antiviolenza, l’attivazione di sportelli itineranti sul territorio provinciale e la realizzazione di kit informativi disponibili in diversi formati per garantirne la fruibilità da parte di tutte le donne. "Questo momento ci dà la possibilità di fare emergere con forza quello che risulterebbe invisibile", ha fatto presente l'Assessore Regionale al Welfare Pasqualina Straface, "la discriminazione di genere, in questi casi, si unisce a una doppia fragilità. La responsabilità delle istituzioni è accompagnare questo percorso tramite punti di riferimento importanti come i Centri Antiviolenza e le Case Rifugio". L'assessore ha poi ribadito i numeri della violenza di genere in Calabria: "Il fenomeno sta aumentando: parliamo di 1322 richieste di aiuto ai numeri verdi, riguardanti donne tra i 30 e i 49 anni, spesso madri che vedono messa in gioco anche la propria indipendenza economica. Abbiamo il dovere di stare vicino alle donne che subiscono violenza per trasferire la speranza che anche per loro ci possa essere un mondo migliore".
Il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, Ernesto Siclari, si è soffermato su quanto sia paradossale nel 2026 "dover occuparsi di violenza sulle donne con disabilità": "È evidente che la nostra società abbia qualche problema. Il Dipartimento a livello regionale sta dimostrando la volontà di far fronte a questa situazione. Il problema principale è di matrice culturale: manca il rispetto della dignità umana ma le istituzioni possono arrivare a dei risultati con interventi decisi. Questi seminari devono fare breccia nel cuore dei calabresi per far capire che c'è un disagio da tenere in considerazione. Quando lasciamo indietro la comunità più fragile, falliamo come società".
L'intervento conclusivo è stato affidato all’avvocata Giusy Pino, esperta in diritto antidiscriminatorio e accessibilità, componente del gruppo di lavoro del progetto. Dopo essersi detta molto felice di essere affiancata da persone che hanno tracciato il suo percorso, l'avvocata Pino ha rimarcato: "La violenza di genere è una piaga della nostra società, diventa decubito quando tocca le donne con disabilità, che spesso non vengono credute o non riconoscono le forme di violenza che subiscono dalle persone con le quali vivono quotidianamente. L'importanza di questi corsi è la formazione di tutti quelli che costituiscono la rete territoriale di contrasto alla violenza: speriamo di centrare l'obiettivo nel portare avanti questa iniziativa, perché la civiltà di una società si manifesta quando si riesce a vedere anche ciò che rimane invisibile". Un'iniziativa lodevole che potrà attecchire sul nostro territorio e far luce su un fenomeno tristemente taciuto e diffuso: la Calabria sta dimostrando che vuole finalmente cambiare passo, tendendo la mano ai suoi cittadini più fragili.
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