Il Codacons diffida il Ministero sul mega parco eolico "Enotria"

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  25 aprile 2026 10:54

 Il Codacons ha depositato una durissima opposizione al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) contro il progetto del parco eolico offshore “Enotria”. L’atto, firmato dal vicepresidente nazionale avv. Francesco Di Lieto, si scaglia contro “questa logica da assalto coloniale” che punta a svuotare la Calabria delle sue ultime risorse. Nelle osservazioni il Codacons demolisce la narrativa della "transizione ecologica" a ogni costo, svelando un progetto tecnicamente lacunoso, economicamente iniquo e privo di qualsiasi reale garanzia per il futuro del territorio.

IL PARADOSSO ENERGETICO: IL “MODELLO CROTONE” SBARCA NELLO JONIO
L’opposizione nasce da una verità sotto gli occhi di tutti: la Calabria è ormai trattata come un bancomat energetico. È il “modello Crotone” che si sposta nello Jonio: esportiamo energia e gas verso il resto del Paese, mentre le nostre famiglie continuano a pagare bollette insostenibili senza alcun beneficio reale per il fatto di ospitare le fonti di produzione. Con il progetto “Enotria” si pretende di occupare centinaia di chilometri quadrati di mare con aerogeneratori (piloni) alti oltre 300 metri, affidando un investimento da un miliardo e mezzo di euro a una società di scopo con un capitale sociale irrisorio - appena 20.000 euro - che non offre alcuna certezza né sulla manutenzione, né sull'obbligatorio smantellamento delle strutture.

“Siamo stanchi di vedere la nostra terra trattata come una riserva di caccia. Dopo aver svenduto i boschi e messo a profitto perfino l’acqua, ora l’assalto si sposta sul mare. Ma occorre chiedersi: chi mai deciderà di restare ad abitare i nostri borghi se trasformiamo l’orizzonte dello Jonio in una periferia industriale? Senza la bellezza del paesaggio, che è l'anima della Calabria, condanniamo la regione a una desertificazione umana definitiva” sostiene Di Lieto.  “Anche sotto il profilo economico la beffa è totale. È il paradosso Crotone che si ripete: produciamo energia per il Nord ma restiamo maglia nera per povertà energetica. I cittadini calabresi subiranno l’impatto ambientale e la svalutazione delle coste senza risparmiare un solo euro in bolletta. Non è progresso, è estrattivismo predatorio mascherato da ecologia.”

L'Associazione ribadisce che la tutela dell’art. 9 della Costituzione - che protegge il paesaggio e l'ambiente come fondamenti della Repubblica - non è soggetta a trattative. Il Codacons annuncia battaglia in ogni sede giudiziaria "per impedire che il Golfo di Squillace venga sacrificato a logiche speculative che calpestano la dignità e l’economia delle popolazioni residenti.
La Calabria non può continuare a essere la "centrale elettrica" d'Italia ricevendo in cambio solo briciole, servitù e devastazione.  Il nostro mare non è in vendita".


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