Il comitato povinciale Anpi dice no al decreto sicurezza bis

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anpi catanzaro
  31 luglio 2019 13:05

Il Comitato provinciale Anpi di Catanzaro fa appello alla sensibilità dei senatori eletti nella nostra circoscrizione invitandoli a leggere l’appello della Presidente nazionale dell’Anpi Carla Nespolo ed essere conseguenti in sede di votazione dicendo no all’ennesimo obbrobrio anticostituzionale del decreto sicurezza bis. La Calabria - terra accogliente e di grande tradizione solidale - deve dire no a chi cerca ancora in maniera subdola di scaricare tutto sulle fasce più deboli della società. Abbiamo già conosciuto in passato il peso della repressione delle manifestazioni di protesta democratica; ricordare l’eccidio di Melissa dovrebbe bastare. Rifiutiamo il clima di violenza nel quale questo decreto ci porterebbe sicuramente. Per questo è importante sostenere l’appello dell’Anpi che riportiamo integralmente: “Mi appello a voi Senatori della nostra amata Repubblica perché votiate contro la trasformazione in legge del decreto sicurezza bis. Si inaspriscono le sanzioni e si applicano pene aggiuntive per i viaggi della disperazione. Si usa il pugno di ferro e si introducono nuove fattispecie di reato per cortei e manifestazioni. Tutto ciò contrasta gravemente con la civiltà del nostro Paese e peggiora radicalmente il livello reale di sicurezza dei cittadini. Ci si contrappone al disposto costituzionale, a consolidate normative internazionali, persino all'obbligo giuridico del soccorso a chi è in pericolo. La grande posta in gioco è lo stato di diritto, la salvaguardia e il rispetto delle libertà delle persone, la spinta verso l'eguaglianza, in sostanza le più grandi conquiste della Resistenza da cui è nata la Repubblica democratica. C'è odore di stato di polizia. Siamo in presenza di un imbarbarimento del dibattito pubblico, del dilagare di serbatoi di odio e di rancore nella vita quotidiana, di un degrado allarmante della convivenza civile. Con questa legge aumenteranno tensioni, divisioni, ansie, angosce, paure. Ci stiamo separando da quella idea di piena democrazia voluta dai Costituenti e perseguita con passione nei tanti decenni in cui l'Italia è uscita dalla catastrofe della guerra ed è diventata un grande Paese aperto, solidale, moderno. Siamo giunti a un punto estremo di offesa alla convivenza fra cittadini e di scardinamento della nostra bella storia di civiltà democratica. Al di là delle procedure e dello stesso esito della votazione, so che in tanti di voi, indipendentemente dalle appartenenze partitiche, c'è preoccupazione e forse imbarazzo e turbamento davanti a questo voto, che rimarrà nella storia politica di ciascuno; mi auguro che prevalga il vostro senso di responsabilità individuale, la vostra coscienza costituzionale: dal collasso della democrazia nascerebbe solo un'Italia peggiore, più isolata, più divisa, più povera, più meschina. E molto meno libera.

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