
Secondo i giudici di Palazzo Spada, che hanno accolto il ricorso dell'avvocato Giuseppe Risadelli, nella fase cautelare è emerso che l’amministrazione non avrebbe chiarito in modo adeguato le ragioni per cui il comportamento contestato al ricorrente potesse essere considerato indice di “inaffidabilità” e di mancanza di “buona condotta”.
Il Collegio ha sottolineato come tale valutazione debba essere supportata da elementi concreti, anche alla luce della documentazione presentata e dei precedenti di servizio della parte interessata.
Un ulteriore aspetto ritenuto rilevante riguarda le conseguenze del provvedimento contestato: secondo i giudici, infatti, esso incide direttamente sulla possibilità per il ricorrente di svolgere la propria attività lavorativa.
La prossima udienza
Il Consiglio di Stato ha fissato la discussione nel merito dell’appello per il 21 maggio 2026. Nel frattempo, l’amministrazione potrà riesaminare la posizione oggetto del contenzioso.
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