
di ENZO COSENTINO
Ancora quattro giorni di “meditazione” nel “sancta sanctorum” giallorosso del Catanzaro. Sino alla fine dei novanta minuti della gara con il Verona, in trasferta. E’ questa, in poche parole, la decisione -evidentemente a tempo determinato- che la società giallorossa ha ritenuto di prendere. E vogliamo essere “eleganti nel dire: dopo un serrato confronto con il tecnico Gorgone. A Verona si fa…il Catanzaro o il castello dei sogni salta. L’augurio è che tutto vada per il verso giusto.
Questa è, dunque, la situazione kafkiana a fronte quale, va assicurato, comunque, che la squadra potrà contare sulla fiducia, generosa e utile per il suo morale, della tifoseria.
In quattro giorni, chi di dovere, dovrà ridare un volto nuovo a tutto l’impianto di gioco e di ruoli al Catanzaro. Una sorta di rigenerazione. Il carico di responsabilità, infatti, non è da poco.
Passa dal tecnico ai singoli giocatori che nella romantica Verona dovranno giocare non solo per un risultato che li asalti come complesso ma anche come singoli.
Nei quattro giorni che mancano per gli esami di…riparazione sarebbe salutare che tutto l’ambiente metta da parte tensioni e pressioni e ancora una volta nella Città di Giulietta e Romeo l’urlo che deve essere corale sia “Forza Catanzaro”.
Sull’attuale momento del Catanzaro si potrebbero scrivere tante riflessioni, teorizzando con i “se” e i “ma”; significherebbe prendere le distanze e non pensare, invece, che il Catanzaro appartiene a tutta la Città. Il Catanzaro -come dicono i suoi fans- si Ama nella buona e nella cattiva sorte.
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