Il Cosap ribadisce il no all’imposizione dell’obbligo vaccinale: "Non si prendano provvedimenti verso chi non si vaccina"

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COSAP
  24 novembre 2021 09:10

Il Cosap ribadisce con fermezza il no all'inoculazione obbligatoria dei vaccini per il SARS-CoV-2. Lo fa con fermezza, "manifestando la sua contrarietà a forme di discriminazione legate al compimento o meno del ciclo vaccinale ed ancor di più è contraria all’imposizione dell’obbligo vaccinale in generale ed in particolare per la categoria che si fregia di rappresentare, gli operatori della Polizia di Stato. Siamo fermamente convinti che si debba garantire a tutti la libertà di scelta se sottoporsi o meno ad un determinato trattamento sanitario".

Nella lettera inviata al Governo il sindacato "diffida dal prevedere per decreto l’obbligatorietà per i poliziotti che liberamente hanno scelto di non aderire alla campagna vaccinale; altresì diffida dal porre in essere qualsivoglia provvedimento (ad es. sospensione dal servizio, cambio di mansione, blocco stipendiale…) che interessi il personale che si sottragga al paventato obbligo vaccinale che, con sempre maggiore insistenza, viene prospettato dai media per poi empiricamente tramutarsi in provvedimenti di legge. Invitiamo il governo a non andare oltre e confidiamo sul fatto che questo nostro scritto possa indurre a delle profonde riflessioni e scongiurare l’imposizione dell’obbligo vaccinale".

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"Prendiamo atto - si legge nella nota - che con la circolare del Ministero dell’Interno- Dipartimento della Pubblica Sicurezza- Direzione Centrale di Sanità, n° 850/A-20865 del 19 novembre 2021, codesto Dipartimento ha fornito opportuni aggiornamenti sulla somministrazione della terza dose di vaccino anti SARS-CoV-2. In essa si fa riferimento ad un dato della SIAARTI, che immaginiamo derivi da studi validati dalla comunità scientifica - cui tutti dovremmo affidarci come opportunamente suggerito nella circostanza, secondo il quale allo stato attuale il 95% dei posti letto in terapia intensiva sarebbe occupato da soggetti non vaccinati. Accade però che, leggendo i dati dell’ultimo Report esteso dell’ISS (Istituto superiore di sanità), relativo, tra le altre cose, al monitoraggio delle terapie intensive nel periodo 08/10/2021 – 07/11/2021 emerge un dato di diverso tenore. In esso si evidenzia come vi siano stati 424 casi di persone non vaccinate ricoverate in terapia intensiva, dunque il 64% del totale. La restante percentuale è  composta da persone che hanno già iniziato la profilassi vaccinale, avendo fatto almeno una dose. Anche a voler considerare solo i vaccinati con doppia o tripla dose (booster), essi rappresentano comunque il 33,8% dei casi, una percentuale ben maggiore del 5% citato nella circolare. Non si comprende questa difformità di dati così lampante, atteso che il report in questione deriva proprio da una fonte autorevole quale è l’Istituto Superiore di Sanità che peraltro, a differenza delle percentuali fornite dall’associazione SIAARTI, espone dati dettagliati e particolareggiati, che danno contezza dei meccanismi di calcolo. La stessa SIAARTI ha lanciato l’allarme per il prossimo collasso delle terapie intensive ma, sempre dai dati dell’ultimo report n°79 dell’I.S.S. si legge: “ il tasso di occupazione delle risulta che le terapie intensive è al 5,3% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute del 16/11/2021); il tasso di occupazione delle aree mediche a livello nazionale è pari al 6,9%”. (Quotidiano La Verità)".

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La COSAP "è da sempre per la libertà di scelta se vaccinarsi o meno e tale diritto può concretamente essere esercitato solo se le informazioni vengono correttamente fornite, illustrando i vantaggi e gli eventuali svantaggi della vaccinazione diversificati per le diverse casistiche".

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Spiega di non voler "dibattere sulla efficacia del vaccino, quanto piuttosto pretendere che gli studi ed i relativi dati vengano riportati nella loro interezza e possano essere validamente consultati, proprio nell’ottica appena esposta. Altrimenti potrebbe anche accadere che chi pensa di “essere al riparo” dalla morte da Covid-19, avendo completato il ciclo vaccinale, possa abbassare la guardia e non proteggersi correttamente con le usuali misure di profilassi".  

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