“Il fatto non sussiste”: assolto l’agente Lagonia, crolla l’impianto accusatorio

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  16 gennaio 2026 14:51

Si è concluso con la formula pienamente assolutoria perché il fatto non sussiste il procedimento penale che per anni ha coinvolto Orlando Lagonia, agente della polizia locale oggi divenuto sottufficiale, chiamato a rispondere dei reati di omissione di atti d’ufficio e falso in relazione a un sinistro stradale avvenuto nel 2018 a Borgia, quando una donna del posto era caduta su un tombino.

La vicenda giudiziaria trae origine dalla contestazione secondo cui Lagonia non avrebbe redatto, all’epoca dei fatti, una relazione di servizio richiesta dalla stessa cittadina e che, successivamente, avrebbe falsamente attestato circostanze non veritiere. In particolare, l’accusa di omissione di atti d’ufficio si fondava sull’assunto che l’agente non avesse mai espletato la relazione relativa al sinistro, mentre il falso veniva ipotizzato perché, a distanza di due anni, nel 2020, su richiesta del comandante della polizia locale Salvatore Scarfone, Lagonia aveva redatto una nuova relazione, dichiarando di avere ricordi vaghi dell’episodio e commettendo un errore sull’orario dell’accaduto. Proprio tale imprecisione fu ritenuta dall’accusa indice di una ricostruzione non genuina e portò all’emissione dell’avviso di garanzia e all’avvio del procedimento penale, che superò anche la fase dell’udienza preliminare con il rinvio a giudizio.

Nel corso dell’istruttoria dibattimentale, l’impianto accusatorio ha tentato di sostenere che l’agente non avesse adempiuto ai propri doveri istituzionali nel 2018 e che avesse successivamente falsificato il rapporto di servizio, ma la tesi difensiva, illustrata dall’avvocato Francesco Rotundo, ha progressivamente smontato ogni addebito.

Decisivo, in tal senso, è stato l’accesso agli atti richiesto da Lagonia subito dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia: il Comune, con attestazione rilasciata dal funzionario allora competente, la dottoressa Iervasi, che esercitava le funzioni ad interim anche per la polizia locale dopo il pensionamento del comandante, ha prodotto copia della relazione effettivamente redatta dall’agente nel 2018 e l’estratto del registro di protocollo dal quale risultava che tale atto era stato regolarmente acquisito e protocollato all’epoca. Elementi documentali che hanno confermato in modo oggettivo come Lagonia avesse svolto correttamente il proprio servizio sin dal primo momento, escludendo qualsiasi omissione e dimostrando che l’errore successivo sull’orario non poteva integrare il reato di falso, trattandosi di una ricostruzione a distanza di tempo basata su ricordi inevitabilmente affievoliti e comunque non idonea a incidere sulla veridicità sostanziale dei fatti.

La sentenza di assoluzione chiude così nel modo migliore una vicenda che ha pesato a lungo sul piano professionale e personale dell’agente, restituendogli piena credibilità e confermando la correttezza del suo operato, come da lui sempre sostenuto fin dall’inizio. Sul piano amministrativo, il Comune sarà chiamato a farsi carico delle spese legali sostenute, in applicazione della normativa vigente, mentre, alla luce dell’esito del processo, Lagonia e il suo legale si riservano ora di valutare e intraprendere ogni ulteriore iniziativa nelle sedi competenti, anche di natura risarcitoria, nei confronti dell’ente e di chi ha portato avanti le indagini in questione, contribuito all’instaurazione e al protrarsi di un procedimento rivelatosi del tutto infondato.


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