Il gruppo Fi a Tallini: "Non ha sbattuto i pugni quando Reggio è diventata città metropolitana beffando Catanzaro"

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  02 ottobre 2026 18:23

"Eravamo certi che ‘il referente Futuro Nazionale comitato n 1149’ avrebbe proseguito una polemica in cui si sta arrampicando su vetrate liscissime, consumandosi tutte le unghie. Prendiamo atto che il neo vannacciano non abbia smentito il fatto che si sia storicamente genuflesso alla classe dirigente di Forza Italia in cambio di postazioni politiche personali a danno di Catanzaro. Così come non ha potuto smentire il fatto che alle ultime Regionali abbia votato quello che lui definisce “il cosentino Occhiuto” e il partito di Forza Italia, guidato “dal reggino Cannizzaro”. A riprova di quanto le sue filippiche si sciolgano come neve al sole di fronte ai fatti. E, in politica, ce lo insegna: i fatti sono i voti.
E poi il buon ‘referente Futuro Nazionale comitato n 1149’ ci faccia il piacere. Una volta per tutte. Può parlare lui proprio lui di difesa di Catanzaro? Può parlare proprio lui, che per oltre venti anni, ha fatto il bello e cattivo tempo tra urbanistica e non solo, di declino della città? Le difficoltà di Catanzaro nascono adesso o da molti anni a questa parte, ossia proprio quando Tallini ricopriva prestigiose postazioni? Lui che manovrava gli interventi di singoli consiglieri, non autorizzati a formulare un pensiero autonomo, può criticare gli eletti dell’attuale Assemblea comunale che finalmente si stanno allontanando dalla sua presa tossica? Quando gli scrivono le note stampa con il fax da Roma, prima di inviarli alla stampa, perché non utilizza qualche specchio in casa e si fa un profondo esame di coscienza? E può parlare proprio lui che mentre sedeva in Giunta regionale, al fianco del presidente Scopelliti, Catanzaro sì subiva il più grande scippo della storia: l’unico Capoluogo di Regione non Città Metropolitana, a beneficio di Reggio? Non si è udito alcun pugno sbattuto sul tavolo, caro Tallini.
Ha poi l’ardire di citare la questione della Dulbecco. La storia è maestra e ci ricorda che Tallini, inciuciando con la sinistra, è riuscito nell’impresa di farsi bocciare la legge dalla Corte Costituzionale. Seguendo le strategie di Tallini e del suo amichetto commissario 5Stelle ‘drogato a sua insaputa’ Cotticelli, l’università di Catanzaro avrebbe perso tutte le scuole di specializzazione e, probabilmente, l’accreditamento del corso di Medicina.
Da ultimo, ma non per importanza, Tallini ci conferma che frequenta le stanze del sindaco di sinistra Nicola Fiorita. Non è commissario Arrical, non ha alcuna delega ai rifiuti eppure, di sabato, quando si incontrano gli amici intimi, vede il sindaco di sinistra e dopo poche ore ha anche l’ambizione di pontificare sulle sorti comunali, regionali e nazionali del centrodestra. Ammiriamo il coraggio spudorato di Tallini, che gli consente di negare quanto hanno visto centinaia di persone, fra cui seri cronisti, in occasione della vittoria di Fiorita: lui era a Palazzo De Nobili, mentre si cantava ‘Bella Ciao’ perché ha appoggiato la sinistra al secondo turno. Lo ha scritto un’autorevole testata regionale (il Corriere della Calabria) che non solo ha documentato di averlo visto, ma anche che il Tallini gioiva per la vittoria di Fiorita per dispetto al centrodestra. Non ci risultano smentite del ‘samurai’ a quella puntuale ricostruzione.
Insomma, per Tallini vale il motto: dal MSI ai comunisti purché si sopravviva. Diamo un consiglio agli amici vannacciani, diffidino del referente del loro circolo n. 1149 perché funziona come il Re Mida al contrario. Tutto quello che tocca non diventa oro, ma melma… Magari i vannacciani lo nomineranno per ricoprire qualche carica e chissà che fine faranno nelle sue mani. Tallini, che sostiene di aver fatto tanto bene nella gestione provinciale di Forza Italia, si è ritrovato con circa 100 amministratori che hanno firmato per la sua cacciata. E’ andata proprio bene. Come in ogni cosa, la realtà bussa alla porta, anche se Tallini prova a cambiare continuamente residenza. E partito politico".
 
Gruppo consiliare Forza Italia