Il Marcodì: "Una questione di Qultura"

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Marco Azzarito Cannella
  08 luglio 2024 16:35

di MARCO AZZARITO CANNELLA

Non ci riesco. Non ci riesco proprio a non provare tenerezza per il ministro Sangiuliano. Pover’uomo, il nostro ministro della Qultura (Cultura mi sembra troppo), dal pregiatissimo curriculum, non ne azzecca una.

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Sarà anche un eccellente giornalista, un luminare dell’economia, ma davanti le telecamere sbaglia tutto quello che può, e anche di più. E non state tutti a dire che è un becero ignorante. Il Ministro si imbarazza, si emoziona, si fa prendere dall’ansia. Tutto lì. E così gli vengono fuori delle perle che nemmeno ad un genio assoluto verrebbero fuori. L’anno scorso, per esempio, al Premio Strega, ha votato dei libri che non aveva mai letto, per sua stessa ammissione.

L’onnisciente.
Ma sa discorrere anche di cartografia e turismo. Chi non lo sa che Colombo, seguì i consigli di Galileo per scoprire l’America?

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Il travel blogger.
E sa quando fermarsi. Quest’anno, allo Strega non si è visto. Il book lover che è in lui, però, non è riuscito a non fare un salto al Teatro Antico di Taormina, dove lo scorso 22 giugno, si è tenuto il Taobuk.

Nemmeno a dirlo è stato un tripudio di fischi, trasformatisi magicamente in applausi scroscianti, quando l’evento è stato trasmesso dalla Rai. Sembrerebbe che la direttrice del festival abbia imposto l’autocensura per evitare di perdere i finanziamenti della Regione e della tv pubblica.

Il divino.
È riuscito nell’impossibile. Ed ha anche fatto meglio di quel tizio che duemila anni fa ha trasformato l’acqua in vino. E – detto fra noi – non è nemmeno sicuro, perché duemila anni fa la Rai, mica esisteva.

E finitela con i vostri commenti sulla censura, sull’ignoranza basica di chi ci governa e sul livello politico e culturale dei ministri. Sono tutti eccellenti.

Mica come i poveri mediocri di questo vecchio e stanco Paese che, a scuola, ricevono ancora l’ipocrita commento “il ragazzo ha le potenzialità, ma non si impegna”.

Quanto sarebbe bello poter dire, il ragazzo, nonostante le altissime aspettative dei genitori, quello è. Un mediocre.

Magari – spingendo a destra e a manca – otterrà anche i migliori voti, ma sempre quello rimarrà. Un mediocre che andrà a fare danni, convinto di essere un’eccellenza, nel primo ufficio pubblico disponibile. Sangiuliano docet.

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