Il messaggio semplice di Don Piero Scicchitano: "Adamo ed Eva"

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  12 agosto 2026 10:43

PREMESSA
Adamo ed Eva furono i primi a ricevere il dono della vita e della libertà. Nel giardino camminarono con Dio finché, con il peccato, scelsero di nascondersi per paura e vergogna. Da quel giorno l’uomo ha conosciuto il nascondimento, ma Dio non ha smesso di cercare. La storia di Adamo ed Eva non è solo la storia di una caduta, ma la storia di una chiamata che non si è mai interrotta.


1. DIO CERCA ANCORA
Dio passeggia nel giardino alla sera e chiama: "Adamo, dove sei?". Non è una domanda per sapere. È una domanda per far tornare. Anche oggi Dio passa tra le case, le piazze, le paure e ripete la stessa chiamata. L’uomo si nasconde dietro il peccato, dietro il silenzio, dietro le scuse. Ma la voce non smette. La porta del giardino non è stata chiusa per sempre. È rimasta socchiusa da quella chiamata.

2. IL SERPENTE AVEVA GIÀ PARLATO 
Prima che l’uomo e la donna si nascondessero, il serpente aveva già parlato. Ha sussurrato: "Dio vi nasconde qualcosa. Se mangiate sarete come lui". Non ha attaccato Dio a viso aperto, ha distorto la sua voce. Ha trasformato il comandamento e il frutto in libertà. Da quella menzogna è nata la sfiducia, da quella sfiducia la paura, da quella paura la fuga.

3. LA RISPOSTA È USCIRE
Adamo risponde: "Ho avuto paura e mi sono nascosto". È la prima confessione della storia. Dio non chiede giustificazioni, chiede verità. Non chiede di essere perfetti, chiede di uscire dal nascondiglio. Uscire è già il primo passo verso casa. 

CONCLUSIONE  
La menzogna divide e la paura allontana. Da allora l’uomo costruisce nascondigli e Dio continua a camminare. Non forza, non condanna, chiama. La porta del giardino non è mai stata murata. Resta socchiusa da quella voce. La storia non racconta solo una caduta. Racconta un Dio che cerca, che aspetta, che non smette. E ogni volta che si ode la domanda "dove sei" si apre di nuovo la possibilità di tornare.

Mi nascondo dietro il silenzio 
quando ho paura.  
Mi nascondo dietro il sorriso 
e dietro il lavoro.  
Mi nascondo nelle scuse, 
nel domani.  
Eppure passi lo stesso,
mio Dio,
dicendomi:
"Dove sei?"

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