
di DON PIERO SCICCHITANO
PREMESSA
Giosuè è il ponte tra il deserto e la casa. Dopo Mosè, che libera, il popolo è libero ma non ha ancora una terra. È in mezzo, tra la schiavitù finita e la promessa non ancora vissuta. Nasce un uomo il cui nome significa "Il Signore salva". È lo stesso nome di Gesù. Tra Mosè, che libera, e Davide, che regna, c'è lui, che fa entrare. Se Mosè è l'uomo della liberazione, Giosuè è l'uomo del compimento.
1. ASPETTO PSICOLOGICO - L'uomo che continua
Giosuè vive all'ombra di un gigante. Per quarant'anni è stato il servo di Mosè. Entrava nella Tenda quando Mosè usciva, rimaneva quando gli altri andavano via. È l'uomo della seconda generazione, quello a cui dicono: "Dopo Mosè, tocca a te". Ha paura. E Dio lo sa, tanto che gli ripete tre volte la stessa frase: "Sii forte e coraggioso" (Gs 1,6-9). Giosuè insegna che non serve non avere paura, serve non farsi fermare dalla paura. Il coraggio non è sentirsi forti, è fare un passo anche con le gambe che tremano, perché Dio è con te.
2. ASPETTO MORALE - L'uomo che obbedisce anche quando non capisce
Davanti a Gerico, Giosuè è un soldato. Sa come si assedia una città. Ma Dio gli chiede una cosa assurda: non attaccare, ma girare intorno alle mura per sette giorni con l'Arca, suonando le trombe. Moralmente è una follia. Ma Giosuè obbedisce. E le mura crollano. Giosuè insegna che la vera forza morale non è fare ciò che sembra più logico, ma ciò che Dio chiede, anche quando non lo si comprende. La vittoria non è frutto della strategia, ma della fedeltà.
3. ASPETTO RELIGIOSO - L'uomo che sceglie
Di Giosuè la Bibbia ricorda soprattutto l'ultimo discorso, a Sichem. È vecchio, ha conquistato la terra, ha finito la sua missione. Potrebbe dire: "Obbeditemi". Invece dice: "Scegliete oggi chi volete servire... Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore" (Gs 24,15). Giosuè è l'uomo della scelta e insegna che la fede non è un'abitudine che si eredita, è una decisione che si rinnova ogni giorno. Dio non vuole schiavi liberati a metà, vuole figli che scelgono liberamente di servirlo.
CONCLUSIONI
Alla fine Giosuè muore a centodieci anni, nella terra che ha conquistato. Non ha liberato come Mosè, non ha regnato come Davide. Ha fatto entrare. E facendo entrare ha trasformato un popolo libero in un popolo stabile. Senza Giosuè non c'è Terra Promessa. Senza chi fa entrare, la liberazione rimane nel deserto.
_Non ti ho cercato,_
_eri Tu che mi chiamavi_
_a continuare._
_E ho capito:_
_non ero io_
_che dovevo essere forte,_
_eri Tu_
_la mia forza,_
_Dio eterno..._
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