Il messaggio semplice di Don Piero Scicchitano: "Il coraggio di essere naturali"

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  25 luglio 2026 09:09

 di DON PIERO SCICCHITANO

PREMESSA 
Oggi si dice che il peccato è "sbaglio", "debolezza", "libertà". Eppure dentro gli esseri umani qualcosa si spezza. Come mai? Dopo averlo commesso si resta vuoti, stanchi, divisi, spenti. Anche quando "ce la si è cavata". Perché? Perché il peccato non è questione di divieti. È questione di natura, di creazione. Il peccato fa male. Va contro il disegno con cui Dio ha pensato, plasmato, creato e amato l’essere uomo e donna. E finché si va contro quel "progetto", la pace resterà lontana.
1. Il peccato lascia sempre un danno. Svuota: promette pienezza e lascia deserto. Stanca: promette libertà e rende schiavi. Divide: da Dio, dagli altri, da se stessi. Spegne: toglie la gioia e il desiderio del bene. Il peccato fa male perché va contro l’atto creativo di Dio per gli esseri umani.
2. Dio non ha creato l’uomo per il deserto. Lo ha creato per la vita. Uomo e donna, a sua immagine, per amare, per donarsi, per generare. In questo disegno c’è pienezza, libertà vera, comunione. Seguire Dio non è un limite. È la via perché l’essere umano fiorisca come è stato pensato.
3. Il peccato promette e non mantiene. Dio invece mantiene sempre. Ritornare a Lui è possibile: nel sacramento della Riconciliazione si ritrova la vita, nella Parola si ritrova la luce, nella Comunità parrocchiale si ritrova la forza. Non è tornare indietro! È fiorire come si è stati pensati: uomo e donna, a immagine di Dio, solo per amare.
CONCLUSIONI
Dio non si stanca di ricominciare. Anche dopo il peccato, la sua mano resta tesa. Chiama per rialzare. Accogliere il suo perdono significa entrare di nuovo nel suo disegno: una vita vera, piena, libera, in comunione con Dio, Creatore e Signore. Questa è la vera vittoria: vivere come figli amati.

Tu ricominci sempre  
con me.  
Dopo il peccato  
la tua mano resta tesa.  
Nel perdono  
torna il disegno  
della mia vita:  
vera, piena, libera.  
La vera vittoria è una:  
vivere come tuo  
figlio amato.

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