Il messaggio semplice di Don Piero Scicchitano: "Rut"

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  26 ottobre 2026 07:51

 di Don PIERO SCICCHITANO 

PREMESSA

Siamo nel tempo dei Giudici, un tempo di fame e di guerre. Tutti pensano a salvarsi da soli. In mezzo a questa fame, c'è una famiglia di Betlemme che va in terra straniera, a Moab. E lì perde tutto: muore il padre, muoiono i due figli. Restano tre donne sole, Noemi e le due nuore. Una storia che sembra finita. E invece è proprio da una fine che Dio fa iniziare una storia nuova. Si chiama Rut, che significa amicizia, compagna fedele. Da straniera diventerà madre di re.

1. ASPETTO PSICOLOGICO - La donna che resta

Noemi dice alle nuore: tornate a casa vostra. Una, Orpa, piange e torna. Rut invece resta. La Bibbia racconta che si stringe a Noemi e dice: il tuo popolo sarà il mio popolo, il tuo Dio il mio Dio (cfr Rt 1). Psicologicamente Rut insegna una cosa che oggi abbiamo dimenticato: l'amore non è un'emozione, è una decisione di restare. Quando tutto crolla, quando non conviene più, Rut non scappa. Resta. E il restare diventa la sua forza.

2. ASPETTO MORALE - La donna che si abbassa

Tornate a Betlemme, Rut non sta a guardare. Va a spigolare nei campi, dietro ai mietitori, a raccogliere quello che cade. Era il lavoro dei poveri. Non chiede assistenza, chiede di poter lavorare (cfr Rt 2). Moralmente Rut ci insegna l'umiltà operosa. Non pretende diritti, non si lamenta della sua condizione di straniera e vedova. Si abbassa a raccogliere le spighe una ad una. E proprio abbassandosi, viene notata da Booz, l'uomo giusto che la proteggerà. Dio guarda chi si abbassa con dignità.

3. ASPETTO RELIGIOSO - La donna che entra nel disegno di Dio

Booz accoglie Rut. Non per pietà, ma perché ha visto la sua fedeltà. La sposa. Da loro nascerà Obed, padre di Iesse, padre di Davide (cfr Rt 4). Una moabita, una straniera, che non poteva neppure entrare nell'assemblea, diventa bisnonna del re Davide e antenata di Gesù. Religiosamente Rut è il Vangelo prima del Vangelo: Dio non guarda la carta d'identità, guarda il cuore fedele. Le porte di Israele, che sembravano chiuse, si aprono per chi ama.

CONCLUSIONI

Il libro di Rut finisce con una genealogia, una lista di nomi. Sembra noioso. Invece è la cosa più bella: Dio prende una storia piccola, di una vedova straniera che raccoglie spighe, e la mette dentro la grande storia della salvezza. Rut ci dice che nessuna vita è piccola se è fedele.

Mi hai insegnato così, Signore,
che non devo cercare grandi cose,
ma restare,
lavorare con umiltà,
fidarmi di Te.
E ho capito:
non era la mia miseria
a fermare il tuo disegno,
eri Tu
a farmi entrare
nella tua casa,
Dio dell'accoglienza.

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