Il ministro per il Sud Provenzano a Crotone: "Bisogna dare prospettive per fermare la fuga dei giovani"

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images Il ministro per il Sud Provenzano a Crotone: "Bisogna dare prospettive per fermare la fuga dei giovani"
Giuseppe Provenzano
  11 gennaio 2020 13:45

"Se i giovani se ne vanno dal sud non è solo per la mancanza di lavoro. Quella molto spesso c'è anche nel resto del Paese. Se ne vanno perché non intravedono quale sarà il futuro di questi territori da qui a 10, 20 anni. Noi siamo al lavoro, anche in queste ore, per ultimare il piano per il sud e licenziarlo il prima possibile insieme con il presidente Conte e tutto il Governo. Dobbiamo lavorare per affrontare tutte le emergenze che vive il sud ma anche per dare una prospettiva almeno decennale".

Lo ha detto dirlo il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale Giuseppe Provenzano, oggi a Crotone.

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"Dobbiamo parlare anche di questo - ha aggiunto - anche in una realtà come il Crotonese che è spesso un'area isolata per le infrastrutture, ma vorrei dire un po' politicamente. Questo è un territorio che spesso è uscito dai radar della politica nazionale ed invece bisogna inserirlo nella strategia di sviluppo dell'intero sud. Arrivando mi sono fatto l'idea che il primo compito è rompere l'isolamento infrastrutturale che mina non solo le potenzialità di sviluppo dell'area ma soprattutto dà l'idea che è più facile andare lontano piuttosto che arrivare a prendere l'aereo a Lamezia ed è inaccettabile. Credo che negli anni se ne sia spesso parlato e proprio questo è il senso del Piano per il sud. Alcune cose le abbiamo iniziate a fare con la legge di bilancio. Si diceva per esempio che bisognava riequilibrare gli investimenti pubblici nel Mezzogiorno ma era un principio ideale, adesso con la legge di bilancio di quest'anno è diventato un impegno cogente per le amministrazioni che ex ante devono ripartire le risorse nel rispetto del riequilibrio territoriale. Questo consente alle risorse europee ai fondi di viluppo e coesione che devo amministrare di essere realmente aggiuntivi per fare recuperare quel divario che è essenziale non solo per lo sviluppo del sud ma di tutto il Paese".

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"I propositi di Matteo Salvini di annientare il Pd "saranno rispediti al mittente non dal Pd ma dai cittadini della Calabria che invece non vogliono farsi calpestare nella loro dignità" ha aggiunto il ministro per il Sud e la coesione territoriale   in merito alle parole di Salvini che ieri, proprio a Crotone, ha detto "vorrei stravincere in Calabria, cancellare il Pd".

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"Rispondo - ha aggiunto Provenzano - non entrando nella polemica ma facendo vedere ai calabresi qual è è l'obiettivo vero di Salvini in questa tornata elettorale che non è quello di porsi il problema di governare la Calabria, di capire come la Calabria si inserisce nelle strategie di sviluppo ma è quello di occupare una posizione di potere per i suoi disegni a Roma. E questo è profondamente irrispettoso nei confronti dei cittadini calabresi che non hanno bisogno di qualcuno che arriva qui e stravince ma hanno bisogno di buon governo e anche di normalità nel buon governo, non di pieni poteri o di cose autoritarie come quelle che Salvini". 

"Callipo dà un segnale decisivo di apertura alla società calabrese. Molto spesso nel governo, nelle istituzioni locali, come centrosinistra, ci siamo chiusi nel fortino e invece abbiamo la necessità di dare un segnale alla Calabria che guardi al mondo, che si rimbocchi le maniche che si dia una prospettiva di futuro e Callipo rappresenta tutto questo" ha poi spiegato Giuseppe Provenzano. 

"La battaglia per lo sviluppo - ha aggiunto - si deve sempre legare a quella contro l'illegalità e la criminalità organizzata. Su questo c'è stata una grande opera fatta in primo luogo da Callipo e dalle forze del centrosinistra che è decisiva e lo vediamo anche in questi territori. Sappiamo cosa ha significato l'infiltrazione della 'ndrangheta negli appalti per la statale 106 ionica nello sviluppo di quella strada. Questo è un tema decisivo per lo sviluppo della Calabria e di tutto il Mezzogiorno ma ormai mi verrebbe da dire per tutta l'Italia".

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